"Servono dispositivi di protezione", il grido dei 2.000 volontari Anpas

Tantissime persone sono impegnate nella Pubblica Assistenza, ma devono fare i conti con le difficoltà dei rifornimenti

Le sirene delle ambulanze sono, purtroppo, il suono costante di questa emergenza. Sono almeno 2000 i volontari Anpas che ogni giorno in Emilia-Romagna sono in prima linea per garantire i trasporti legati all’emergenza COVID-19. Si tratta di un vero e proprio esercito di cittadini, che hanno un lavoro, una famiglia, ma che, ancora una volta, hanno scelto di mettersi al servizio della comunità.

114 Associazioni, 250 le ambulanze operative h24, a ciclo continuo: ogni tipo di trasporto richiesto dal sistema sanitario regionale è garantito dalle nostre persone. Vale per i casi sospetti, per quelli accertati, per ogni genere di trasporto tra ospedali. E dopo ogni viaggio parte la sanificazione, fatta con perizia e cura perché, oggi più che mai, nulla può essere lasciato al caso.

Il reperimento dei DPI, invece, è sempre più un problema perché, come è noto, i rifornimenti sono difficili. "Per questo abbiamo lanciato un grido di allarme a cittadini, studi professionali, aziende: per favore, chi avesse a disposizione questi presidi e volesse farceli avere può consegnarli alle associazioni del proprio territorio. Servono mascherine, tute monouso, calzari, mascherine, camici", spiega Anpas Emilia-Romagna.

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"E proprio a proposito di lavoro, vogliamo lanciare un appello alle tante aziende che hanno tra i loro dipendenti persone che nel tempo libero fanno volontariato - è il griso dell'associazione - Il momento è davvero delicato e chiediamo alle imprese di aiutarci, applicando l’art. 39 del codice della Protezione civile, che prevede che i datori di lavori possano chiedere il rimborso delle somme versate a favore dei propri dipendenti, che svolgono attività di protezione civile in qualità di volontari, nella modalità di riconoscimento di credito d’imposta. Un aiuto concreto, con il supporto di tutti. Un enorme ringraziamento a tutti coloro che stanno lavorando giorno e notte per fare fronte a questa emergenza. La supereremo, insieme".

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