Chiese terremotate, il punto sulla ricostruzione nella Diocesi di Modena

Interventi realizzati o ancora in cantiere per 60 milioni, cui si aggiungono altri 15 per le canoniche e 20 promessi dal Ministero dei Beni Culturali. Uno sforzo imponente per ridare vita ai luoghi di culto

La prossima domenica, 20 maggio, sarà il sesto anniversario del terremoto che ha colpito l'Emilia. Sul numero di Nostro Tempo, il settimanale diocesano, oggi in edicola con Avvenire, l'arcidiocesi di Modena fa il punto sulla ricostruzione delle chiese attraverso i dati dell'Ufficio Ricostruzione diretto dal diacono geometra Mario Guglielmo Ferrari.

Nell'area della diocesi - alla quale per la provincia vanno poi sommati i territori carpigiani - le opere per la ricostruzione abbracciano più di cento interventi su chiese, canoniche e altri edifici parrocchiali: 88 interventi sono inseriti nel programma delle opere pubbliche, e per 49 di essi è già individuata la copertura economica (nell'arco degli anni, tre tranches di finanziamenti, per circa 60 milioni di euro complessivi), mentre sono una ventina le case canoniche terremotate che ricevono invece il finanziamento attraverso la piattaforma Mude (circa 15 milioni). A queste risorse si dovrebbe aggiungere un'altra ventina di milioni da un apposito stanziamento del Ministero per i Beni culturali, con il cosiddetto “decreto Franceschini”: i fondi dovrebbero essere indirizzati ad alcune chiese particolarmente danneggiate, come quelle di Disvetro di Cavezzo o Villafranca di Medolla. Gli edifici già riaperti al culto sono una ventina, altrettanti quelli ancora chiusi. 

Più in dettaglio, il prossimo 16 settembre riaprirà ufficialmente la storica Abbazia di San Silvestro di Nonantola (finanziamento di un milione e 125mila euro), e attorno al mese di febbraio 2019 si prevede la conclusione del cantiere alla Pieve Matildica di Sorbara (un milione e 132mila euro). Entro il maggio del prossimo anno si dovrebbero completare i lavori alla chiesa parrocchiale di Sant'Egidio a Cavezzo (finanziamento assegnato di 3 milioni e 312mila euro).

È in fase di stesura la procedura di gara per l'assegnazione dei lavori per il Duomo di Finale Emilia, con un importo di finanziamento pari a 4 milioni e 750mila euro: i lavori potrebbero partire il prossimo ottobre. Per altre chiese è in fase di istruttoria la progettazione esecutiva.

Interventi e opere anche per diverse chiese a Modena città: completati i lavori alla chiesa di San Pietro (un milione e 251mila euro), alla chiesa di San Giorgio (474mila euro) e alla chiesa di San Francesco (193mila euro), procedono quelli all'interno e all'esterno del Duomo che si dovrebbero concludere entro la fine dell'anno (un milione e 398mila euro). In settembre è previsto l'avvio dei lavori anche alla chiesa di San Cataldo, santuario della Madonna del Murazzo, con un finanziamento assegnato di 400mila euro. 

“Le parrocchie sono state un lievito di fiducia e speranza in questi anni della ricostruzione”, scrive in un editoriale monsignor Giuliano Gazzetti, vicario generale dell'arcidiocesi. “Un evento drammatico come il terremoto, che ha causato tanta sofferenza nelle persone e nelle famiglie, ha trovato nella vita delle comunità parrocchiali un luogo in cui condividere, pregare e sperare. Con gli ultimi finanziamenti della Regione – continua monsignor Gazzetti –  si continuerà il lavoro per la riapertura delle chiese, per rendere agibili le canoniche e gli ambienti per le attività pastorali e così la parrocchia potrà continuare il suo servizio pastorale in mezzo alla gente”.

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