L'agriturismo La Falda chiude dopo l'allagamento, "Le istituzioni non hanno mai fatto le debite manutenzioni"

I gestori abbandonano l'attività insieme ai loro animali, salvati dopo l'esondazione delle scorse ore. Il prorprietario dell'immobile amareggiato: "Mai avuto sostegno da parte della pubblica amministrazione locale"

Ad alcune ore dall'esondazione del fiume Secchia che ha causato un nuovo allagamento e tanti danni, si leggono amarezza e rassegnazione nelle parole dei gestori dell'Agriturismo La Falda e del proprietario di terreni e immobili di via Madonna. Un sentimento comprensibile dopo il disastro che si è abbattuto sull'area di via Madonna a Campogalliano, ad appena un anno e mezzo dall'episodio precedente: anche nel dicembre 2017, infatti, la piena del Secchia aveva ricoperto il terreno dove sorge la fattoria didattica, costringendo tutti a ripartire da zero. Quando l'attività era ormai ripresa a pieno regime, l'incubo si è ripresentato con la stessa forza di prima. 

Gli attuali gestori, Mariano Incerti e Lorena Canossa, hanno già annunciato che la loro attività si trasferirà. Uomini e animali lasceranno dunque il terreno di Campogalliano per riaprire la fattoria didattica in una nuova sede, non ritenendo più idonea quella attuale. 

Resterà dunque Andrea Ferrari, proprietario dell'immobile, il quale ha però deciso di non tacere di fronte a quanto accaduto. "L'attività agrituristica fu avviata da me e la mia compagna nel 1999 e da noi gestito fino all’anno 2006 quando decidemmo di cedere l’attività a terzi - racco ta Ferrari - In quegli anni abbiamo sempre assistito a piene alluvionali del Fiume Secchia di varia entità, ma mai era arrivata l’acqua nell’immobile: si arresta va solitamente nei campi circostanti o al massimo nel terreno di mia proprietà adiacente la casa. Inondazioni dell’entità  delle ultime avute dal 2016 ad oggi non c’erano mai state". 

"Non ho mai e dico mai avuto aiuti economici o sostegno concreto da parte della  pubblica amministrazione locale che si è invece  limitata ad avallare l’innalzamento degli argini a loro più attigui, da parte di  alcuni privati della zona", spiega Ferrari in merito all'ineludibile tema della sicurezza idraulica dell'area. "Fino al 2017 quella casa era inserita in un area classificata non esondabile anche se la piena è sempre arrivata, ed io per poter ristrutturare ed abitarci pagai gli oneri idonei ad un area tale, trovandomi invece ad oggi un immobile inserito in un' area esondabile riconosciuta dal comune. "

Il salvataggio degli animali dalle stalle allagate - IL VIDEO

Il proprietario non risparmia dunque le critiche: "Le istituzioni che si dovrebbero occupare del percorso fluviale non hanno mai fatto le debite manutenzioni, non adeguandosi quindi anche ai cambiamenti climatici che negli ultimi anni hanno, senza dubbio, dato vita a fenomeni di eccezionale portata e 'fuori stagione' lasciando tutta quell’area in balia delle allerte meteo e delle enormi energie private (economiche e fisiche) necessarie per il ripristino - attacca Ferrari, che poi conclude - Di questo passo attività economiche e aziende agricole che qui avevano voluto investire, inserendosi di fatto nel bel contesto del parco Fluviale, non avranno più la forza di ripartire nuovamente lasciando solo degrado ed abbandono". 

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