Scuola inagibile a Serramazzoni, cento bambini a casa e insegnanti in ferie

è di nuovo caos a Serramazzoni, dove l'ordinanza del sindaco ha dichiarato inagibile il plesso già oggetto di un sequestro della Procura lo scorso anno. L'Ausl ha bocciato l'ipotesi di svolgere l'attività nella palestra

La scuola non è agibile, le lezioni sono sospese, i bambini restano a casa e il sindaco invita i docenti ad andare in ferie. Accade a Serramazzoni, dove da qualche giorno 100 bambini della scuola dell'infanzia statale sono costretti a stare a casa per la chiusura del plesso scolastico, ordinata dalle autorità amministrative dopo alcune verifiche in merito allo stato di sicurezza dell'edifico. La notizia della cancellazione temporanea del servizio scolastico è stata comunicata durante un incontro urgente tra l'amministrazione comunale, proprietaria della struttura, e i genitori.

La crisi si è aperta il 15 novembre con l'ordinanza con cui il sindaco ha dichiarato inagibile la parte in muratura della scuola dell'infanzia di Serramazzoni e il primo piano dell'ala in legno, che attualmente ospitava tutti i bambini in mancanza di un'uscita di sicurezza. Nelle ultime ore lo stesso sindaco, Claudio Bartolacelli, ha emanato un'altra ordinanza con la quale ha vietato l'uso non solo del primo piano, ma di tutta l'ala in legno, in attesa di una perizia tecnica che la dichiari sicura.

Così, 100 famiglie sono ora alle prese con un disagio che non era stato preventivato. In un primo momento si era pensato di attivare il servizio scolastico in una palestra: "è l'unico spazio antisismico che abbiamo", commenta il sindaco, ma la nuova dirigente scolastica ha precisato che "per stare in palestra serve l'autorizzazione dell'Ausl". Sono seguite le richieste rivolte al Prefetto, quella indirizzate all'Ausl e all'Ufficio scolastico provinciale. Il risultato è stato che l'Ausl si è rifiutata di autorizzare un servizio scolastico in una palestra.

"Ma se non si fa la scuola in palestra- tuona il sindaco- il personale docente e non docente non c'è più: andrà in ferie, poichè esso esiste se esiste una scuola". Il Comune, intanto, si sta dando da fare per trovare una soluzione alle famiglie che non sanno dove lasciare i figli quando vanno a lavorare. Si sta pensando di attivare un servizio alternativo in palestra con personale idoneo.

L’Azienda USL ha precisato in una nota che nella riunione svoltasi in Prefettura il 22 novembre si è detta concorde con la posizione dell'Ufficio scolastico provinciale che ha sottolineato come la permanenza dei bambini nella palestra, individuata come attuale alternativa all’edificio inagibile, sia pure in via transitoria, richieda un adattamento mediante una migliore compartimentazione delle aree destinate alle attività dei bambini; inoltre si ritiene controindicata sotto il profilo igienico-sanitario la presenza, all’interno della palestra, sia pure in altri orari, di attività sportive aperte al pubblico, soprattutto con riferimento alla consumazione dei pasti da parte dei bambini e all’uso promiscuo dei servizi igienici.

La palestra, infatti, non risponde ai parametri previsti dalle norme vigenti, relative all’edilizia scolastica, che stabiliscono i requisiti strutturali che deve possedere un edificio per poter essere adibito ad attività scolastica.

L’Azienda sanitaria ha comunque manifestato la piena disponibilità a studiare, in collaborazione con altri enti, forme specifiche o alternative, sempre temporanee, di adattamento della struttura, anche con eventuale rimodulazione dell’orario che interessi i servizi di mensa, in grado di coniugare i requisiti igienico-sanitari - a tutela dei piccoli utenti - con la continuità del servizio e le esigenze delle famiglie.

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