Il Comandante Generale dell'Arma a Maranello per la cerimonia in ricordo di Emanuele Messineo

Il generale Nistri insieme alle autorità locali per la tradizionale commemorazione del carabiniere ucciso da un rapinatore 45 anni or sono

Atmosfera solennte oggi a Maranello, dove è stato celebrato il 45° anniversario della morte del Carabinieri Emanuele Messineo. Alla cerimonia, che è stata svolta in forma solenne nella piazza intitolata al militare e alla presenza dei suoi familiari (il fratello Francesco, i nipoti Emanuele Messineo e Serafino Librizzi), hanno partecipato il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Generale di Corpo d’Armata Giovanni Nistri, Il Prefetto di Modena D.ssa Maria Patrizia Paba, il Procuratore Capo di Modena dott. Paolo Giovagnoli, il Sindaco di Maranello dott. Luigi Zironi e le massime autorità del territorio e dell’Arma dei Carabinieri, in particolare il Comandante Interregionale Carabinieri Vittorio Veneto, Generale di Corpo d’Armata Enzo Bernardini, e il Comandante Legione Emilia Romagna, Generale di Brigata Claudio Domizi . 

Il momento solenne ha preso il via alle 10.20 con lo schieramento del Picchetto d'Onore, seguito dalla lettura della motivazione della Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria, dagli onori ai Caduti, dalla deposizione della corona d'alloro e dalla benedizione della targa commemorativa. Alle 11.15 è seguita la celebrazione della Santa Messa presso la chiesa di San Biagio.

Il 23 settembre 1974, Messineo era solo in caserma quando ricevette la notizia di una rapina in corso presso la locale filiale del Banco di San Geminiano e San Prospero. Dato immediatamente l’allarme alla propria centrale operativa, decideva di intervenire immediatamente, senza attendere i rinforzi, recandosi presso il luogo della rapina ove riusciva ad intercettare e bloccare uno dei due malviventi, armato, ingaggiando con lui una violenta colluttazione. Raggiunto da numerosi colpi d’arma da fuoco trovava ancora la forza di inseguire il malfattore e tentare una reazione con la propria pistola d’ordinanza prima di cadere esamine al suolo.

Per tale estremo sacrificio il 22 aprile 1975 veniva insignito della Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria con la seguente motivazione: “Informato della presenza di due individui sospetti in istituto di credito non esitava ad intervenire da solo sul posto. Mentre procedeva all’identifica-zione di uno di essi – essendosi l’altro allontanato poco prima – notato che lo stesso aveva estratto repentinamente una pistola, lo affrontava con determinazione e sprezzo del pericolo, ingaggiando una violenta colluttazione nel tentativo di disarmarlo. Fatto segno a numerosi colpi d’arma da fuoco e sebbene gravemente ferito, trovava ancora la forza di inseguire il malfattore ed estrarre la pistola d’ordinanza per tentare un’estrema reazione prima di abbattersi esanime al suolo. Fulgido esempio di elette virtù militari e di sublime senso del dovere spinto con serena consapevolezza fino al supremo sacrificio”.
 

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