L'analisi | Vandalismo pianificato: "Perche la polizia non interviene?"

La manifestazione di oggi ha visto un "libero sfogo" dei vandali in larga parte atteso e preventivato, quasi calcolato. Fra la rabbia e la perplessità dei cittadini modenesi

"Perchè la manifestazione è stata autorizzata?", "perchè non andate a fermarli?", "perchè li hanno fatti passare per il centro storico?". Attraversando la città insieme al corteo antifascista di oggi pomeriggio sono state queste le principali domande che tanti, tantissimi cittadini hanno rivolto alle forze dell'ordine presenti in testa e in coda alla manifestazione. E non poteva essere altrimenti di fronte a quanto accaduto, ovvero al vandalismo sistematico messo in atto dai manifestanti attraverso l'imbrattamento di muri, vetrine e delle tante telecamere di videosorveglianza.

Non appena imboccata via Emilia Centro è iniziata una operazione pianificata e ben coordinata: gli antifascisti a volto coperto hanno agito indisturbati fra la perplessità generale dei passanti, spargendo vernice mentre i "compagni" facevano scudo con gli striscioni per rendere difficile l'identificazione degli imbrattatori. Tutto è avvenuto come se si trattasse di qualcosa di assolutamente normali, tra le famiglie con bambini a spasso per il centro.

L'impressione che si è avuta è che non solo tutto quanto fosse stato pianificato nei dettagli da parte degli antifascisti, ma che le stesse autorità di pubblica sicurezza avessero "messo in conto" questo comportamento, lasciando di fatto via libera agli atti vandalici.

D'altronde, la cronaca recente a tutte le latitudini del Belpaese ce lo ha ormai chiarito: questo genere di manifestazioni nascono a questo scopo e tali restano. Chi scende in strada con il volto coperto, impugnando un bastone o una bomboletta spray, non lo fa per un qualsivoglia ideale, bensì per il gusto stesso di commettere gesti vandalici o addirittura cercare lo scontro fisico.

Perchè, dunque, permettere tutto questo? Perchè non proibire in partenza il corteo e perchè non intervenire nel momento in cui una lunga scia di reati viene compiuta alla luce del sole, per due ore e mezza, davanti agli occhi di decine e decine di esponenti delle forze dell'ordine? Domande sulla bocca di tutti, le cui risposte sono però tutt'altro che scontate.

Una riflessione sulle strategie di gestione di questo tipo di eventi comporterebbe fiumi di inchiostro (digitale nel nostro caso), ma è innegabile che quanto accaduto sia frutto di un compromesso. Evitare la violenza fisica, incanalarla in uno "sfogo" vandalico. Come a dire: i violenti sono tali, impedire la loro espressione di violenza non farebbe altro che produrre un'escalation, alla quale sono di gran lunga preferibili i danni alle cose. Un approccio che può non piacere, ma che di fatto è quello che lo Stato sceglie e che ha scelto anche oggi.

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