Epidemia di influenza più 'clemente' rispetto allo scorso anno: "Non bisogna abbassare la guardia"

Positivi i dati sulle fasce più fragili, cala l’incidenza nei minori tra 0 e 4 anni. Vaccinazione antinfluenzale: +28% di bimbi a rischio vaccinati, +110% di gravide. Ora importante limitare la diffusione con le misure di protezione individuale

I dati relativi all'epidemia di influenza nella seconda settimana 2019 confermano valori di incidenza nettamente inferiori rispetto alla passata stagione: attualmente la curva epidemica, pur accentuando il proprio incremento rispetto alla prima settimana 2019, si mantiene entro i valori di bassa intensità. L'Istituto superiore di sanità stima infatti che nel corso della seconda settimana 2019 si siano verificati circa 431.000 nuovi casi di malattia, erano 892.000 nella seconda settimana 2018 in cui si era assistito al picco dell’epidemia di influenza. Se si considerano i dati complessivi da inizio osservazione (15 ottobre 2018), si stimano finora 2.246.000 casi contro 3.883.0000 dell'anno precedente, vale a dire un 42,2% in meno.

“Secondo i dati del bollettino nazionale InfluNet – spiega Giovanni Casaletti, Direttore del Servizio Igiene Pubblica dell’Azienda USL di Modena – il calo più rilevante, rispetto alla passata epidemia, si è avuto nella fascia dei bimbi di 0-4 anni, che rimane comunque la più colpita, seguita dai ragazzi di 5-14 anni”. Sul territorio nazionale si è passati infatti da un’incidenza che nella seconda settimana del 2018 era di circa 33 individui colpiti ogni 1000 assistiti a 15 colpiti nella fascia 0-4, e da un’incidenza di 18 colpiti ogni mille a 7 colpiti tra i ragazzi di 5-14 anni.

Un dato positivo confermato anche dall’adesione alla vaccinazione antinfluenzale per minori con patologia cronica: ad oggi sono state 2340 le dosi somministrate dalla Pediatria di Comunità dell’Azienda USL, contro le 1831 dell’anno precedente (+28%). Sono 1170 le dosi in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, complessivamente, su tutti i minori di età superiore ai 6 mesi: i vaccinati sono circa 17.500.

“I dati provvisori sembrano testimoniare una maggiore adesione alla campagna non solo da parte della popolazione anziana, ma anche da parte di altri gruppi di persone a testimonianza del fatto che quest'anno è stata meglio apprezzata la vaccinazione non solo come strumento di tutela individuale, ma anche come forma di responsabilità verso gli altri”, chiarisce Casaletti. Sono infatti 246 le donne gravide vaccinate, un aumento del 110% rispetto al 2018, e quasi 200 gli anziani ricoverati presso strutture assistenziali (+47,4%). Aumenta del 16% la vaccinazione di famigliari di persone ad alto rischio, passati da 2676 a 3109, mentre gli addetti ai servizi pubblici sono cresciuti da 2242 a 2678 (+19%). 1151, infine, gli operatori AUSL vaccinati ad oggi.

Quest’anno l’Azienda USL ha acquistato complessivamente 133.500 dosi. Nel 2017-2018 erano state vaccinate in provincia circa 116.000 persone.

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