Didattica ad alta tecnologia. Nella Sala Ibrida 60 chirurghi collegati in diretta video

La Sala Ibrida protagonista della Scuola Nazionale di Chirurgia Laparoscopica con 60 chirurghi collegati in diretta video Dall’Aula Vecchiati di Baggiovara alla Sala Operatoria del Futuro in 4K

La Sala Operatoria del Futuro è ormai una realtà che ha importanti applicazioni non solo nella clinica ma anche nella didattica. Ieri, durante la sessione della prestigiosa Scuola Nazionale di Chirurgia Laparoscopica e mini-invasiva dell’ACOI (Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani), diretta dalla dott.ssa Micaela Piccoli, per la prima volta in Italia, si è proceduto alla trasmissione in diretta “live”, dalla Sala Ibrida di Baggiovara verso la Aula Didattica Vecchiati, di due interventi di chirurgia generale con uso dell’angiografo.

“L’uso dell’angiografo – ha spiegato la dottoressa Piccoli – ci ha permesso di visualizzare durante l’intervento con una colangiografia di qualità elevatissima, l’anatomia delle vie biliari confermando l’assenza di calcoli migrati al suo interno, altre anomalie ed un buon deflusso della via biliare in duodeno. Tutte informazioni molto utili, soprattutto nei casi più complessi come le colecistiti acute, dubbi anatomici”

L’equipe era composta dai chirurghi, dott.ssa Micaela Piccoli (Direttore della Chirurgia generale, d’Urgenza e Nuove tecnologie di Baggiovara) e dott. Alessandro Vito Volpe, dall’anestesista Dott. Simone Sculli e dal personale infermieristico Monica Russo, Carmela Stelluti e Gaetano Ferrara, coadiuvati dalla tecnica radiologa Silvia Baglioni. La trasmissione grazie al lavoro dell’Ingegneria clinica, nella persona dell’ingegner Claudio Conti, è stata realizzata in 4k, anche questo un altro primato in Italia. Di prossima realizzazione anche la possibilità di trasmettere in streaming, quindi a distanza, sempre in 4k.

“La Sala Ibrida – ha concluso la dottoressa Piccoli – può essere un utile strumento anche didattico in contesti nazionali e internazionali. È stato emozionante condividere i vantaggi dell’innovazione tecnologica che nella nostra comunità son stati ben compresi e supportati”. L’applauso finale dei 60 chirurghi, provenienti da tutta Italia per il primo corso della Scuola (ne sono previsti 150 sui tre corsi che si realizzeranno nelle settimane successive) ha dato ragione dell’eccellenza raggiunta e degli sforzi di tutta la popolazione della provincia di Modena a cui si deve questo successo.

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