Formula Student, Unimore porta al debutto anche con la monoposto ibrida

Nel fine settimana partiranno per Silverstone le due vetture M19-L e M19-L con cui i team universitari di Unimore MMR – More Modena Racing e MMR-Hybrid parteciperanno al campionato Formula Student 2019

Unimore ha svelato, nella cornice dell’Accademia Militare di Modena, le due vetture, quella a combustione del team MMR – More Modena Racing e quella ibrida del team MMR-Hybrid, progettate e costruite da studenti Unimore nei laboratori del Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari”. La loro realizzazione consentirà ai due team universitari di partecipare al Campionato internazionale di Formula Student 2019. Per laprima volta la scuderia MMR di Unimore, al sedicesimo anno di partecipazione a questo campionato studentesco per monoposto a combustione, vede la propria macchina (la M19-L) affiancata da una monoposto ibrida (M181-H).

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Entrambi i team scenderanno in pista, in occasione della Formula Student UK a Silverstone il prossimo 17 luglio.

“Unimore è al sedicesimo anno di partecipazione al Campionato internazionale di Formula Student, ma la grande novità del 2019 è che il nostro Ateneo si presenterà in pista con due monoposto, una tradizionale a combustione e una ibrida – commenta il Rettore Unimore prof. Angelo O. Andrisano –; a tal riguardo sono orgoglioso di poter annunciare che saremo la prima università al mondo a partecipare a questa competizione con una vettura ibrida. Per svelare le due macchine, che come sempre sono frutto del lavoro di studenti di diversi dipartimenti di Unimore, abbiamo scelto come lo scorso anno la prestigiosa cornice dell’Accademia Militare di Modena. Si tratta di un progetto molto ambizioso, che è stato reso possibile anche grazie al supporto economico e tecnico della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e delle diverse realtà imprenditoriali coinvolteche ringrazio sentitamente”.

La nuova monoposto M19-L riprende il concept di quella dello scorso anno, ma è un’evoluzione ed estremizzazione tecnica di quest'ultima. Il telaio monoscocca è realizzato senza l’ausilio di stampi ed il motore è disposto longitudinalmente, elemento che già tre anni fa ha portato il team alla vittoria del “Most Innovative Powertrain System Award”.

La monoposto, dotata di un motore di derivazione motociclistica Suzuki modello GSX-R 600, con una potenza massima di 95 cv, può raggiungere una velocità di 120 km/h, con un’accelerazione da 0-100 km/h in meno di 3 secondi. Ogni componente è stato sviluppato a seguito di un'importante attività di ricerca e sperimentazione, con l'utilizzo dei più moderni software del settore automotive. Tutto ciò è stato reso possibile grazie all’impegno lungo tutta la stagione di oltre 60 studenti e del supporto di numerose aziende del territorio, che collaborano per raggiunge l’obiettivo comunque di realizzare una monoposto ogni anno sempre più innovativa e performante.

I sistemi ausiliari, interamente riprogettati dagli studenti, prevedono un sistema di aspirazione in materiale composito, sistema di lubrificazione a carter secco e un sistema di scarico in lega di titanio. Uno degli elementi maggiormente di spicco è la monoscocca in materiale composito realizzata senza ricorrere all’uso dello stampo. La monoposto è dotata di una presenza sempre maggiore di sistemi elettronici, gestiti dalla centralina Magneti Marelli SRT-E, mentre il cambio è elettropneumatico con paddle a volante e centralina realizzata dagli studenti. Il pacchetto aerodinamico è stato studiato e realizzato presso lo sponsor ReflexAllen ed è costituito da ala anteriore e posteriore fondo deportante con diffusore e carene, oltre che dotato di dispositivo DRS per la riduzione della drag sul rettilineo.

A Silverstone saranno presenti 86 team provenienti da tutto il mondo, per presentare la loro monoposto nella categoria Classe 1, di cui l’unica ibrida sarà la M181-H del team MMR-H di Unimore.

Il progetto è stato supportato da diverse aziende del territorio, a cominciare da Ducati, che, oltre al supporto tecnico, ha fornito il motore da “elettrificare”, un bicilindrico “959 Superquadro”. A questa unità, originariamente capace di erogare oltre 140 CV, è stato tolto un cilindro, sostituito da un piccolo motore elettrico da 30 kW, collegato tramite la catena di distribuzione all’albero motore.

Le modifiche al propulsore termico non si sono però esaurite qui: per ottemperare al regolamento e massimizzare le prestazioni della monoposto è stato infatti necessario riprogettare quasi completamente sia il sistema di scarico che quello di aspirazione. Si è dovuto inoltre rivedere l’albero motore, il sistema di lubrificazione e quello di raffreddamento.

Il motore non ha più la trasmissione a catena, ma un sofisticato sistema con coppia conica, progettato dagli studenti. Per quanto riguarda il corpo vettura, si ritroveranno tutte le soluzioni caratteristiche della monoposto a combustione M19-L, tra cui la monoscocca in fibra di carbonio, il cambio elettro-pneumatico comandato tramite palette sul volante e il kit aerodinamico composto da ala anteriore, posteriore, pance laterali e fondo estrattore

“Quello di quest’anno è il progetto didattico più innovativo al quale abbiamo mai lavorato – dichiarano i proff.  Matteo Giacopini ed Enrico Mattarelli, Faculty Advuisors dei team MMR e MMR-H -. Siamo infatti la prima università che partecipa alla Formula Student con una vettura ibrida, gareggiando contro monoposto spinte o da motori a combustione interna o da motori elettrici. Nella nostra auto si sommano le complessità di entrambi i sistemi propulsivi, con l'ulteriore aggravante dell'integrazione tra di essi. I benefici sono tuttavia indiscutibili, come dimostra il travolgente successo delle automobili ibride sul mercato. Proprio per questo, abbiamo voluto dare modo ai nostri studenti di cimentarsi in questa sfida, certi che l'esperienza che hanno maturato nel progetto sarà un bagaglio fondamentale per la loro carriera futura”.

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