Due morti e dieci feriti, "Mettere in sicurezza la curva in fondo alla Complanare"

L'Associazione Famigliari Vittime della Strada ha chiesto ancora all'autorità competente di installare un guardrail e di modificare la segnaletica orizzontale

Al termine della Complanare Einaudi, percorrendola da via Giardini in direzione della Statale 12 (strada Bellaria), si trova una curva particolarmente pericolosa. Una busca virata verso destra che dal 2012 ad oggi è costata la vita a due automobilisti e ferite ad un'altra decina di persone: tutte uscite di strada autonome, in una arteria che invita a correre e finisce con una curva, totalmente impresidiata e sprovvista di guardrail.

A farlo notare, per la seconda volta ad Anas è stata l'Associazione Italiava Famigliari delle Vittime della Strada di Modena, che propone all'ente gestore alcuni accorgimenti da realizzare nel più breve tempo possibile. Finora quella particolare curva è rimasta in qualche modo "provvisoria", dal momento che in quel tratto l'arteria dovrebbe proseguire con la famosa Complanarina fino a San Donnino. Ma come spesso accade un'opera provvisoria è diventata pressochè definitiva, visti i ritardi del progetto.

Le modifiche riguardano da un lato il restringimento da due ad una unica corsia, sacrificando la corsia di sorpasso, almeno  500 metri prima dell’inizio della curva con una segnaletica orizzontale e verticale maggiormente incisiva e dall'altro l'installazione di idoneo guardrail (possibilmente con protezione per motociclisti) ad altezza adeguata, che non consenta cioè al “muso” dell’auto di incastrarvisi sotto. L'Aifvs propone anche l'arretramento del limite 40 km/h  in modo da avvisare prima il conducente, oltre all'inserimento di bande sonore in avvicinamento alla curva in oggetto che possono certamente essere d’aiuto in caso di colpo di sonno. In più, l'associazione suggerisce che all’interno del passo ad uso manutenzione/soccorso sarebbe auspicabile creare una sorta di corsia di decelerazione mediante strato di opportuno spessore di ghiaia/sabbia in modo che chi eventualmente dovesse fuoriuscire possa fermarsi senza danni particolari.

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"I primi quattro punti avremmo sperato potessero  essere stati presi in esame e realizzati entro la ricorrenza dell’ultimo incidente mortale avvenuto l'11 febbraio dello scorso anno ed  invece ad oltre un mese dal primo invio, ANAS non si è neppure degnata di rispondere nonostante risulti abbia ricevuto sollecitazioni anche da altri enti", spiega l'associazione, che si dice pronta ad un esposto alla Procura se non dovessero arrivare risposte da parte dell'ente gestore, come accaduto finora.

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