Agricoltura Sociale come occasione di riscatto, inaugura la casa famiglia "Corte di Vitriola"

La struttura, realizzata con un contributo della Regione di 200 mila euro, ospiterà anziani autosufficienti o parzialmente autonomi e persone fragili. Con un bando del Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020 finanziati altri 14 interventi da Piacenza alla Romagna

L’agricoltura diventa sociale. Non più solo attività economico-produttiva o presidio ambientale contro il dissesto del territorio, ma anche importante risorsa a disposizione delle comunità per assicurare la continuità dei servizi socio-assistenziali rivolti soprattutto alla popolazione anziana, in particolare nelle zone di montagna a rischio di abbandono. 

Vitriola, piccola frazione del comune di Montefiorino, sull’Appenino modenese, nel primo pomeriggio di oggi è stata inaugurata la “Casa famiglia per la longevità attiva e l’abitare collettivo”,  grazie a un innovativo progetto pubblico-privato di welfare socio-assistenziale (‘Fattoria sociale contadina’) che vede nascere nell’azienda agricola “Corte di Vitriola” una struttura residenziale destinata ad ospitare fino a sei persone, anziani autosufficienti o parzialmente autonomi, in convenzione con il Comune di Montefiorino e grazie a un contributo di 200 mila euro erogato della Regione.

All’apertura, presente l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli, e il sindaco di Montefiorino, Maurizio Paladini, è seguita una tavola rotonda sul tema dell’agricoltura sociale, con altri amministratori locali. Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, non ha potuto partecipare perché impegnato a Bologna per la visita del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ma ha voluto comunque esprimere la propria soddisfazione per un progetto così innovativo e importante per la comunità montana.

Quello di Vitriola è uno dei 15 progetti di agricoltura sociale finanziati da Piacenza alla Romagna grazie a un bando del Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020 che ha messo a disposizione complessivamente oltre 1,8 milioni di euro di contributi, su un importo ammissibile pari a 3,5 milioni di euro. Un secondo bando, con una dotazione di 1,4 milioni di euro, è ancora aperto; la scadenza è fissata per il 15 novembre prossimo.

Le caratteristiche del progetto  

L’edificio, costruito per essere abitato anche da persone con ridotta capacità motoria, è strutturato su due piani, di cui quello superiore, di circa 200 metri quadrati, allestito per accogliere fino a sei ospiti, mentre il piano terra, una volta completato, sarà adibito a laboratorio per la preparazione di farine, pasta e torte artigianali con l’impiego di materie prime aziendali (cereali, frutta, orticole, uova, e così via).

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Un immobile particolarmente connotato anche sul piano della sostenibilità ambientale e del risparmio energetico. Si tratta infatti di un prefabbricato con struttura in legno adeguatamente coibentata e dotata di una pompa di calore con pannelli solari e impianto di ventilazione meccanica controllata per fornire ad ogni ambiente la climatizzazione ideale sia d’estate, sia nel periodo invernale.

Il progetto della casa famiglia “Corte di Vitriola” è nato su iniziativa di Gino Facchini e Barbara Lanzotti, titolari dell’omonima azienda agricola, e ha come obiettivo quello di dotare il territorio di un nuovo strumento di welfare finalizzato a dare risposta alla crescente richiesta di cure e assistenza da parte delle fasce di popolazione più anziana e delle persone “fragili”: un bisogno avvertito soprattutto nei territori di montagna. Oltre a anziani autosufficienti o parzialmente autonomi la struttura potrebbe ospitare altri soggetti “deboli” come, ad esempio, ragazze madri. 

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