Policlinico, riaprono dopo tre anni reparti, ambulatori e studi medici ristrutturati 

Completati 9.000 mq, pari al 40% dei lavori avviati nel 2016. Inaugurate le nuove degenze di Medicina Interna e Malattie dell’Apparato Respiratorio. L’atrio restituito alla città

Nel maggio del 2015 l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena bandì la gara di appalto per la ristrutturazione e il miglioramento di cinque corpi di fabbrica del corpo storico (20.000mq) che si aggiungevano ai primi lavori in urgenza per un totale di 25.000mq e 25 milioni di euro di investimento. I cantieri sono iniziati nella primavera del 2016 e si concluderanno nei primi mesi del 2019. Oggi, 1° dicembre, inauguriamo circa 9.000 metri quadri, pari a più del 40% dei lavori avviati due anni fa: spazi confortevoli, che rispettano le normative antisismiche, con arredi moderni.

I lavori sono stati finanziati dalla Regione Emilia-Romagna (€ 19.031.682,57), dai fondi della L. 67/88 sui finanziamenti dell’edilizia sanitaria (€ 2.270.000)  e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena (1.000.000). 

Grazie ai lavori, sarà possibile riorganizzare anche l’offerta assistenziale: si costituiranno nuove aree di degenza omogenee e spazi ambulatoriali che permetteranno, tra l’altro, di avviare la dismissione del Poliambulatorio facendo rientrare gradualmente le attività ospedaliere e di supporto che oggi lo occupano. Entro la metà del 2019 si completerà il resto dei lavori; in futuro verrà realizzata anche la struttura destinata a ospitare il Materno – Infantile, parte integrante della nuova Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena.

Per il Policlinico – spiega il direttore generale Ivan Trenti - il 2012 ha segnato per molti versi un imprevisto ma inevitabile nuovo inizio. Inaugurato nel 1963, nel 2013 avrebbe dovuto festeggiare i cinquant’anni di vita: ma la celebrazione è stata trasformata dal terremoto in ricostruzione. Da subito si è deciso di restituire alla comunità un ospedale più sicuro e rinnovato. Dal punto di vista organizzativo, ristrutturare un ospedale senza mai interromperne l’attività è stata una necessità estremamente complessa e disagevole. Per questo, ci sentiamo in dovere di ringraziare tutti, pazienti, professionisti, cittadini e imprese costruttrici. Non sono stati mesi facili, perché curare e assistere al meglio, in mezzo ai cantieri non era scontato. Eppure, ancora una volta, tutti hanno collaborato per risolvere i problemi e raggiungere l’obiettivo: ridare rapidamente alla nostra comunità una parte importante del Policlinico, più funzionale, accogliente e sicura”.

Gli interventi messi in opera nel 2016-2019 hanno avuto lo scopo di raggiungere il massimo miglioramento sismico previsto dalla normativa per un edificio ristrutturato. Ci si è avvalsi delle tecniche più avanzate di dissipazione dell’energia sismica. Si tratta di vere e proprie molle realizzate all’interno delle pareti, che consentono di assorbire parte dell’onda sismica e dissiparla, a vantaggio della struttura edilizia: infatti, grazie all’azione delle molle, le componenti strutturali dell’edificio subiscono danni leggeri anche in presenza di scosse significative. Accanto ai dissipatori, sono stati utilizzati metodi più tradizionali: le cerchiature in acciaio dei pilastri, le controventature in acciaio che consentono di ammortizzare le forze laterali del sisma e sono stati rinforzati i solai. 

Tre anni di lavori nel complesso ospedaliero - IL VIDEO

L’atrio è stato completamente ripensato in ottica moderna, adattandolo agli interventi di consolidamento edilizio. Un esempio su tutti il dissipatore di energia che rimane in vista, protetto da una teca nel cuore dello spazio riportato all’antico splendore. La portineria è stata spostata di fronte alla sua sede storica e ripensata con linee più moderne, armonizzate con il disegno complessivo del nuovo spazio che comprende alcuni uffici, come l’Ufficio Rapporti con il Pubblico la cui collocazione agevola il contatto con i cittadini. 

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