"Lavoratori sostiuti durante gli scioperi", due denunce della Cgil

Il sindacato punta il dito contro i comportamenti delle aziende - Italpizza e Inalca - nel corso delle recenti vertenze sfociate in scioperi. Segnalazioni inviate agli Ispettori del Lavoro

Sono due le segnalazioni inoltrate dalle categorie Flai, Filt e Filcams della CGIL alla Prefettura e all’Ispettorato del Lavoro di Modena relativamente ai recenti casi di sospetta sostituzione di lavoratori in sciopero durante le mobilitazioni sindacali presso l’Italpizza di S. Donnino di Modena e l’Inalca di Castelvetro di Modena, entrambi siti produttivi con più di 1.000 addetti dove sono presenti in maniera massiccia appalti di manodopera. 

"Nella vertenza Italpizza, durante gli scioperi della scorsa settimana, vari lavoratori sono stati sgombrati con lacrimogeni e manganelli all’esterno dei cancelli dell’aziendali, mentre all’interno comparivano neo-assunti da un’Agenzia per il Lavoro in sostituzione di quelli in sciopero - attacca il sindacato - Nella vertenza Inalca, durante lo sciopero di venerdì scorso, i lavoratori del reparto hamburger in sciopero (dipendenti Inalca) venivano sostituiti con lavoratori in appalto (dipendenti Gescar). Tali comportamenti hanno depotenziato l’effetto dello sciopero e alterato il confronto sindacale, anche aspro, ma che prevede il diritto di sciopero, inserito nella Costituzione proprio per evitare il degenerare in violenza dei conflitti sindacali". 

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“Abbiamo segnalato gli episodi nei giorni stessi in cui avvenivano sia telefonicamente che per posta elettronica certificata all’Ispettorato del Lavoro per competenza, ma anche alla Prefettura perché rendere inefficace il diritto di sciopero con questi mezzi significa incitare i lavoratori a ricorrere a forme di mobilitazione illegale che producono problemi di ordine pubblico all’esterno degli stabilimenti – spiegano Flai, Filt, Filcams, le tre sigle sindacali coinvolte nelle vertenze. - Il prefetto può coordinare gli interventi degli uffici periferici del Governo e, in vertenze di questo tipo, dove i lavoratori rivendicano diritti fondamentali, è necessario non solo garantire un uso corretto e misurato delle forze di polizia (cosa che spesso è sfuggita di mano), ma prevedere anche la presenza di almeno un ispettore all’interno dell’azienda in modo garantire pariteticamente anche l’efficacia dell’esercizio del diritto di sciopero. Vedere in queste giornate le istituzioni che rappresentano lo Stato impegnate a controllare solo i lavoratori fuori dai cancelli, significa inviare un messaggio di legalità a senso unico. Si sta creando una degenerazione del conflitto sindacale la cui responsabilità, oltre all’intransigenza delle aziende e delle associazioni datoriali, è ora in capo anche alle istituzioni e alla politica modenese che non possono fare finta di nulla”. 

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