Malattie rare, un nuovo studio tutto italiano sulle vasculiti

I ricercatori italiani guidati dal prof. Carlo Salvarani hanno pubblicato su una rivista internazionale uno studio sulle vasculiti e sull’arterite a cellule giganti. Passi avanti per comprendere le malattie rare

Un nuovo passo è stato fatto verso la comprensione del meccanismo di evoluzione della arterite a cellule giganti, la vasculite dei grandi vasi che è la più frequente delle vasculiti. Questo è il risultato dello studio multicentrico di cui la Struttura Complessa di Reumatologia dell’AOU di Modena, diretta dal prof. Carlo Salvarani di UNIMORE è stata uno dei centri coordinatori e pubblicato sulla prestigiosa rivista americana di reumatologia Arthritis & Rheumatology.

Lo studio che si intitola "Glucocorticoid Doses and Acute-Phase Reactants at Giant Cell Arteritis Flare in a Randomized Trial of Tocilizumab" (Dosi di Glucocorticoidi e Reattanti  di fase acuta nelle riacutizzazioni di arterite a cellule giganti i in uno  studio randomizzato coni Tocilizumab) ha dimostrato che nella arterite a cellule giganti la maggior parte delle riacutizzazioni avvengono mentre il paziente è ancora in terapia steroidea. Inoltre ha permesso di capire che i marker di fase acuta (VES e PCR) non sono indicatori affidabili di riacutizzazione nei pazienti con tale vasculite trattati con l’innovativo farmaco biologico  Tocilizumab che è in grado di risparmiare steroide e quindi di ridurre in modo importante gli effetti collaterali da terapia steroidea protratta.

L’arterite a cellule giganti – ha spiegato il prof. Carlo Salvarani – è una vasculite caratterizzata da interessamento preferenziale della aorta e delle arterie del collo e della testa. Si tratta, quindi, di una malattia autoimmune e fa parte delle malattie rare. Il nostro studio enfatizza il ruolo e le competenze del clinico esperto concludendo che una valutazione clinica attenta dei segni e sintomi del paziente è di importanza cruciale nella valutazione delle recidive di tale vasculite e quindi nel trattamento della arterite a cellule giganti. Un auspicato ritorno alla indispensabilità delle competenze cliniche. Tale studio – continua il prof. Carlo Salvarani  - ha quindi fornito un importante tassello per comprendere meglio una patologia rara che, se non trattata nel modo corretto e tempestivamente, può essere molto invalidante.

Recentemente, altri due importanti riconoscimenti sono stati assegnati alla Reumatologia. Il prof. Carlo Salvarani è il primo clinico italiano ad essere stato chiamato dall’American College of Rheumatology (ACR), a presiedere come co-chair per 3 anni la Commissione che coordinerà le sessioni sulle vasculiti dei grandi vasi  nei convegni annuali dell’ACR. Il lavoro del Prof. Salvarani inizierà già con il prossimo convegno annuale che si terrà ad Atlanta nel novembre di quest’anno. Raramente questo incarico viene assegnato a un ricercatore Europeo ed è una delle poche volte che viene dato ad un italiano. Si tratta, quindi, di un lusinghiero riconoscimento internazionale alla Reumatologia e al nostro Ospedale per le competenze raggiunte nel campo delle vasculiti.

Infine, nel corso del recente Convegno Nazionale della S.I.U.M.I.O. (Società Italiana Uveiti e Malattie Infiammatorie Oculari), che si è tenuto in aprile a Taormina, il prof. Salvarani è stato premiato per il suo lavoro, svolto insieme agli oculisti esperti in malattie infiammatorie oculari. Scopo di questa collaborazione è intervenire al meglio sulle patologie oculari immunoreumatologiche, tra cui ad esempio alcune uveiti.

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