Nonantola, il “Premio Gino Friedmann” e gli “Oscar” del vino cooperativo

Per il settimo anno consecutivo torna la manifestazione dedicata ai vini nati tra filari e cantine delle cooperative italiane. Sabato 28 settembre i vincitori

La cooperazione vitivinicola, con le sue 480 cantine, produce il 58% di tutto il vino italiano. Da sola fattura più di un terzo, 2 dei 6,2 miliardi, del valore dell’export dei vini tricolori.

Dati e numeri raccontano l’importanza economica, produttiva, occupazionale, dei “vini sociali”. Vini buoni, spesso molto buoni, figli di una filiera produttiva tipicamente italiana, in grado di esprimere un modello di lavoro, produzione e presenza sul mercato, nato nel nostro Paese nei primi del ’900. Un modello che esprime una visione sociale e culturale di solidarietà, mutualismo e profondo legame con il proprio territorio.

A questa realtà e ai vini che la raccontano è dedicato il “Gran Premio Nazionale Vino della Cooperazione – Gino Friedmann”, arrivato quest’anno alla suo settimo appuntamento consecutivo e come da tradizione organizzato da “ÆMILIA Storie di territori e di comunità”, associazione culturale che ha come scopo la valorizzazione della storia e del patrimonio culturale del territorio e delle comunità emiliano-romagnole. 

Il Premio è dedicato a Gino Friedmann, alfiere della cooperazione, che promosse la fondazione della Cantina Sociale di Nonantola nel 1913 e sostenne la creazione della cantina di Formigine nel 1920 e di quelle di Modena, di Sorbara, di Limidi e di Settecani nel 1923. Nel 1922 incoraggiò la costituzione della Federazione Nazionale delle Cantine Sociali di cui assunse la presidenza.

Quest’anno la giuria composta da sommelier AIS, esperti del settore, critici enogastronomici, capitanati da una delle firme del giornalismo di settore, Giorgio Melandri, ha preso in esame 50 etichette, di 10 cantine sociali di 4 differenti regioni. Un viaggio tra differenti territori in cui trovano posto vitigni quali: Sangiovese, Bonarda, Gutturnio, Lambrusco, Pinot Nero, Riesling, Ortrugo, Malvasia, Trebbiano, Sylvaner, Gewurztraminer. Saranno loro a contendersi “l’Oscar” 2019 in quattro differenti categorie: “Gran Premio Gino Friedmann” al vino primo classificato assoluto; Premio “tradizione” ai 3 vini più fedeli alla tradizione; Premio “quotidiano” ai 3 vini interessanti nel rapporto qualità/prezzo; Premio “territorio” ai 3 vini rappresentativi del loro territorio.

La consegna dei riconoscimenti è in programma a Nonantola, sabato 28 settembre, durante la tradizionale sagra “Sòghi, Saba, Savòr”.

“Il vino italiano non è mai stato così buono e quello cooperativo non fa eccezione- afferma Giorgio Melandri, presidente giuria “Premio Friedmann”-  Il premio Friedmann lo certifica ogni anno e ogni anno ci sorprendiamo per il livello di qualità espresso. D'altra parte lo scenario dei mercati internazionali prevede che la sfida commerciale dei prossimi anni sarà sul segmento medio e credo che la cooperazione si farà trovare pronta. Sono i custodi della filiera italiana del vino e hanno raccolto la sfida del futuro a tutto campo, con una modernità che coinvolge sempre di più i grandi valori storicamente espressi: etica, sostenibilità, identità."

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