Nonni attivi anche d’estate, “La terza età? una seconda giovinezza”

I i nonni di oggi sono più propensi a concedersi svaghi e piccoli piaceri oltre ed essere più moderni e tecnologici. Per un abitante di Modena su tre sono un importante sostegno economico

I nonni sono da sempre la colonna portante di molte famiglie, fonte di un welfare spesso irrinunciabile. Badano ai nipoti quando i genitori sono al lavoro, mandano avanti la casa, sbrigano faccende e commissioni, ma non “solo”: anche in estate, per due modenesi su tre (66%), di fronte ai tanti impegni di lavoro e alle incombenze della vita quotidiana, la soluzione migliore è affidare proprio a loro i figli, perché possano trascorrere un periodo di vacanza con persone fidate senza dovervi rinunciare per via degli impegni dei genitori.

È il dato che emerge dall’ultima ricerca dell’Osservatorio di Reale Mutua sul welfare. I nonni di oggi, secondo gli abitanti di Modena, rispetto al passato sono sempre più attivi e moderni: godono di buone condizioni di salute (55%), hanno maggiore dimestichezza con la tecnologia (38%) e un buon livello di istruzione (23%). Sono più propensi a concedersi svaghi e piccoli piaceri (49%), come cene, viaggi e uscite culturali.

Ma in che cosa consiste, soprattutto, il sostegno che i nonni danno alla famiglia? In primo luogo, nella cura dei nipoti (60%), badando a loro quando i genitori sono impegnati al lavoro. Per un modenese su tre (32%), inoltre, sono anche un’importante, e molte volte indispensabile, fonte di sostegno economico che integra il reddito familiare e mette a disposizione risorse necessarie alla vita di tutti i giorni.

L’aspetto che incide più di tutti, secondo gli abitanti di Modena, è la difficoltà per molte famiglie di conciliare i tempi di lavoro con la cura dei figli e la gestione della casa (43%). Vi sono poi la povertà delle famiglie (28%) e la difficoltà di raggiungere una stabilità lavorativa (19%).

Ci sono però alcuni venti contrari che metteranno sempre più a dura prova il ruolo che i nonni oggi svolgono. In primis l’innalzamento dell’età pensionabile (51%), che riduce la disponibilità di tempo ed energie da dedicare alla famiglia, seguito da fattori come la lontananza da figli e nipoti (17%), magari trasferitisi altrove per motivi di lavoro, le minori risorse economiche a disposizione (15%) e la presenza di nonni single o con nuovi partner (11%).

“La nostra ricerca ha evidenziato due aspetti di rilievo- commenta Michele Quaglia, Direttore Commerciale e Brand di Gruppo- da una parte, il ruolo assolutamente centrale dei nonni per la famiglia, nei diversi ambiti della quotidianità; dall’altra l’evoluzione della loro figura, differente sotto molti punti di vista dalle generazioni passate, e la percezione della terza età come una fase da vivere con pienezza”

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