Times Higher Education, Unimore sale tra i primi 400 Atenei del mondo

L'Università di Modena e Reggio Emilia, fiore all'occhiello della città, anche quest'anno supera le aspettative e sale nella classifica mondiale. A dirlo è THE, la più ampia e rigorosa indagine sulle università riconosciuta a livello internazionale

La classifica mondiale 2019 delle università è stata pubblicata, e Unimore vede riconosciuti i miglioramenti di questi anni. Redatta da Times Higher Education (THE), la più rigorosa, ampia e documentata indagine qualitativa stilata per quanto riguarda le università, la classifica assegna all’Ateneo modenese-reggiano un range compreso tra 351-400, che migliora il risultato ottenuto l’anno scorso consentendogli di scalare cinquanta posizioni.  

Sono 5 gli indicatori scelti per la valutazione: didattica, ricerca, citazioni per docente nelle pubblicazioni accademiche, entrate provenienti dal settore privato e prospettiva internazionale dell’Ateneo. 

La posizione raggiunta vale a Unimore il 12° gradino per quanto riguarda i 43 atenei italiani presi in esame da questo istituto di analisi londinese. Unimore è pari merito con Bolzano, Perugia, Salerno e Siena.  

L'Università di Modena e Reggio Emilia ha ottenuto un ottimo risultato nell'indicatore relativo alla didattica (Teaching), dove passa da un punteggio di 18,5 dello scorso anno a 31,3 nel 2019, che è il miglior risultato di sempre conseguito per questo particolare indicatore, tanto da staccare di molto il valore mediano mondiale attestato su 24,3.  

Ma, l’indicatore più positivo resta per Unimore il numero di citazioni per docente all'interno del database Scopus (Citations per Faculty), dove l'ateneo ottiene 78,4 punti, un punteggio di gran lunga sopra la mediana mondiale di 44,7.  

 “La classifica redatta da Times Higher Education – commenta il Pro Rettore Unimore prof. Sergio Ferrari, Delegato d’Ateneo alla Internazionalizzazione – è quella, a livello mondiale, più esauriente dal punto di vista dei parametri utilizzati nella valutazione e che sa, quindi, fotografare con più obiettività lo stato di salute di una università, in quanto basata su informazioni più precise e attendibili. Unimore ha compiuto passi significativi in questi anni in direzione di una maggiore apertura internazionale e di un maggiore impegno nella ricerca. Lo dimostra, e mi piace sottolinearlo, la performance che otteniamo per le citazioni nelle pubblicazioni accademiche, che sta a indicare l’elevato grado di collaborazioni e di partecipazione dei nostri docenti e ricercatori a gruppi di studio internazionali (47%). E questo è sicuramente un vantaggio anche per i tanti giovani che frequentano il nostro Ateneo e i nostri laboratori, poiché hanno modo di attivare collaborazioni internazionali”.

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