Ospedale Santa Maria Bianca, numeri e futuro per del presidio medico della Bassa

Nel 2018 il numero dei letti è salito da 122 a 126 e arriverà a 130 nel corso del 2019. Più interventi chirurgici, più personale, e riorganizzazione dei reparti. Presto anche la Casa della Salute

 Ambulatorio della medicina di gruppo, continuità assistenziale e guardia medica, ambulatorio infermieristico per la gestione delle cronicità e la realizzazione di nuovi spazi di servizio per il personale sanitario. Sono queste le novità per Mirandola previste nell’ambito della realizzazione della nuova Casa della Salute, che sorgerà nel Corpo 2 dell’Ospedale Santa Maria Bianca, completamente ristrutturato grazie a una serie di interventi edilizi, strutturali ed impiantistici. L’esecuzione delle opere è finanziata - per questo primo stralcio - per un importo di più di 2milioni 800mila euro (dall’addendum Stato-Regione e da risorse aziendali). Alla chiusura della prima fase di lavori seguirà l’avvio della realizzazione dell'Ospedale di Comunità, con ulteriori posti letto, in grado di assicurare quell’assistenza sanitaria di livello intermedio che si inserisce tra l'assistenza domiciliare e l'ospedalizzazione per acuti, offrendo al contempo la formazione e l’affiancamento necessari ai caregiver che si prenderanno cura della persona al suo rientro a casa, a integrazione dell’offerta sanitaria del Santa Maria Bianca.

Una struttura, quella mirandolese, che sarà dunque interessata da lavori per un investimento complessivo tra opere, oneri fiscali e spese tecniche, di 10,5 milioni di euro. Parallelamente a questi nuovi investimenti, è proseguito nell’ultimo triennio il potenziamento dell’Ospedale, in relazione ai bisogni di salute della Comunità Mirandolese.

  Nel 2018 il numero dei letti è salito da 122 a 126 e arriverà a 130 nel corso del 2019. Inoltre, con 10 posti letto (6 all’interno della lungodegenza e i 4 aggiuntivi aperti nel corso del 2018) dedicati ai pazienti ortopedici e neurologici (post-ictus o successiva ad interventi di protesica) e un’equipe multidisciplinare tra fisiatra, fisioterapista e medico internista, Mirandola è divenuta il centro dell’attività ortopedico-riabilitativa dell’area Nord. Sono state valorizzate inoltre le specificità delle attività in Area Medica, con la definizione di tre aree di identità prevalente, Cardiologia, Medicina, Pneumologia, quest’ultima punto di riferimento provinciale per l’assistenza di pazienti con SLA e Distrofia Muscolare in telemedicina ed Hub del percorso diagnostico/terapeutico e di follow up per i disturbi del sonno.

Da un confronto tra l’anno 2015 e i primi 10 mesi 2018, emerge un rilevante incremento della chirurgia in regime ordinario e day surgery, con interventi che passano da 2982 a circa 3300 (proiezione a fine anno), grazie anche a una ricollocazione nel miglior contesto assistenziale (ad esempio quello ambulatoriale), senza nulla variare nella presa in carico del paziente. Ad esempio sono cresciuti da 272 a 362 (dato 2018 ad ottobre) gli interventi di Ortopedia e traumatologia, da 533 a 745 (dato 2018 ad ottobre) complessivamente gli interventi eseguiti in regime diurno (day hospital-day service).

  A testimonianza dell’alta qualità dell’Ospedale anche l’area diurna polispecialistica a vocazione chirurgica per i pazienti operati in regime ambulatoriale, ad alta complessità organizzativa. Qui si eseguono interventi di Oculistica, Chirurgia generale, Ortopedia, Dermatologia, Urologia, Orl, Ginecologia. Dal 2015 al 2018 (primi 10 mesi) ad esempio, è cresciuta dell’11% l’Oculistica (da 880 a 980 interventi); del 176% l’Orl (da 19 a 52) e del 105% la Dermatologia (da 316 a 647); introdotti gli interventi di toracentesi in Pneumologia, con 33 operazioni eseguite nel 2018 (una sola nel 2015). La lista di attesa viene gestita dal servizio di prericovero tenendo conto delle indicazioni cliniche stabilite dallo specialista per interventi nei tempi ottimali. Per quanto riguarda la Chirurgia Generale, oltre a interventi per lesioni patologiche della cute e la riparazione di ernie inguinali, a Mirandola è possibile sottoporsi all'intervento di ablazione delle varici degli arti inferiori mediante radiofrequenza, una tecnica mininvasiva che non necessita di ricovero e che garantisce una rapida ripresa delle attività di vita quotidiana.

Oggi il 98% dei pazienti (contro il 37% a gennaio 2017) è operato nei tempi previsti dalle indicazioni cliniche (classe di priorità) con tempi medi d’attesa per ciascuna classe di priorità rispettivamente 20 giorni sulla classe A (da eseguire entro 30 giorni) 48 sulla classe B (da eseguire entro 60 gg), 123 giorni sulla classe C (da eseguire entro 180 gg) e 232 sulla classe D (da eseguire entro 360 gg).

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Dal 2016 ad oggi sono passati da 570 a 585 gli operatori in servizio a Mirandola tra ospedale e servizi territoriali, con un aumento da 426 a 434 sul Santa Maria Bianca e da 144 a 151 per il personale territoriale.

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