Riqualificazione delle ex Fonderie, lavori al via nel 2020

Entro giugno il progetto esecutivo per il primo stralcio relativo alla palazzina della facciata, che ospiterà l'Istituto Storico. Si lavora anche alla bonifica complessiva del sito

Il “rettangolo del Novecento”, luogo della storia e di un’identità legata al mondo del lavoro, in stretta connessione con il “quadrato dell’innovazione”, dove il recupero delle architetture industriali avrà come obiettivo la realizzazione del Distretto per l’Accelerazione e lo Sviluppo della Tecnologia. Sono queste le due espressioni "geometriche" coniate dal Comune per raccontare il progetto di rigenerazione urbana che verrà avviato nell’area dell’ex Fonderie, che partirà a breve con il progetto esecutivo (entro giugno) dopo il finanziamento concesso dalla Regione.

Il programma è stato illustrato in una conferenza stampa dal sindaco Gian Carlo Muzzarelli, insieme al vicesindaco e assessore alla Cultura Gianpietro Cavazza e all’assessora all’Urbanistica Anna Maria Vandelli, con il presidente dell’Istituto storico Antonio Finelli e l’architetto Sofia Cattinari, vincitrice nel 2009 del Concorso nazionale di idee per la riqualificazione dell’area e alla quale oggi è stato affidato lo sviluppo del progetto.

Il primo stralcio, relativo al recupero della palazzina, rappresenta il cosiddetto “rettangolo del Novecento”. Oltre al contributo regionale sono previste risorse del Comune e della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena per completare il finanziamento dell’opera. Il Comune ora ha tempo fino a giugno per sviluppare il progetto definitivo, poi è prevista la definizione dell’accordo di programma con la Regione e il prossimo anno potranno essere aggiudicati i lavori in appalto. Nella palazzina frontale dell'ex fabbrica troverà spazio l'Istituto Storico, con la sua biblioteca, i suoi uffici e diverse aule didattiche.

I successivi due stralci riguardano l’area dell’edificio industriale (“il quadrato dell’innovazione”) e verranno sviluppati in fasi successive, man mano che si presenteranno opportunità e occasioni per realizzare uffici e laboratori di ricerca, con spazi flessibili e modulari, dedicati alle tecnologie applicate all’automotive, in collaborazione con Unimore e Democenter. Un progetto ambizioso mutuato dal Dast nato dal concorso d'idee di 10 anni fa, che tuttavia richiederà tempi e finanziamenti lunghi e incerti: il sindaco ha però anticipato che fra qualche mese si conoscerà di più sul sencondo stralcio, dimostrando un certo ottimismo sulla prosecuzione della riqualificazione.

Diversamente dal programma del 2009, non è più previsto l’insediamento di attività commerciali o residenziali, se non per funzioni strettamente connesse alle iniziative che verranno sviluppate nell’area. Nell’intervento è prevista anche la riqualificazione della zona del monumento dedicato ai caduti del 9 gennaio 1950, mentre Hera ha in programma un bando, in collaborazione con il Comune, per realizzare un’iniziativa di street art che inserisca la torre piezometrica nel percorso sulla memoria storica.

Nel progetto sono già compresi gli interventi di bonifica ipotizzabili per l’area esterna sul fronte della palazzina, per un valore di 150 mila euro, mentre il Comune ha già inviato ad Arpae la proposta del Piano di caratterizzazione in base al quale effettuare i sondaggi nel comparto per definire gli interventi necessari negli stralci successivi del programma generale, in particolare per le zone delle cisterne e dei capannoni industriali. Saranno effetuati carotaggi per capire la reale portata dell'inquinamento causato da anni di lavorazioni industriali e si svilupperò un cronoprogramma per la bonifica.

Il primo stralcio risulterà quindi "isolato" dal resto del comparto, che versa in stato di abbandono e di profondo degrado, ospitando frequentemente sbandati e tossicodipendenti, come testimonia l'impressionante numero di siringhe usate che sono state gettate all'interno del capannone diroccato, che in parte è anche soggetto a pericolo di crollo. Intevitabilmente, tuttavia, l'intera area dovrà essere sottoposta ad una radicale pulizia durante la prima fase dei lavori, altrimenti si correrà il rischio di mantenere situazioni di degrado intorno a quello che ci si augura diventi in questa prima fare un fervente polo culturale.

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