"Viviamo assediati dai cacciatori", paura e protesta a Formigine

La denuncia arriva dai residenti della zona di Ghiarola e dal Movimento Animalista. Lo scorso anno è stato ucciso un gatto: i cittadini lamentano minacce da parte dei cacciatori e promesse disattese dal Comune

“Tutte le volte che usciamo di casa dobbiamo indossare il gilet catarifrangente per paura che qualcuno possa per sbaglio spararci e, se chiediamo ai cacciatori di rispettare quantomeno i limiti di sicurezza di distanza dalle case e dalle strade previsti dalla legge, siamo vittime di minacce. Dobbiamo stare attenti alle finestre. Abbiamo paura a fare uscire in giardino i nostri animali domestici. La mia gatta ci ha rimesso la vita. Anche la scorsa settimana, a pochi metri da casa, ho trovato i resti di un uccello talmente crivellato di colpi da non riuscire a dire di che specie fosse.”

E' si Assedio che parla  nella sua testimonianza Martina Sargenti, presidente del comitato per la sicurezza zona Ghiarola e residente nell'omonima area di campagna nel territorio di Formigine. Da una parte ci sono una zona residenziale, un agriturismo di prossima apertura e una bellissima passeggiata nel verde, dall’altra lo stabilimento della System Ceramics: in mezzo una striscia di terra dove, durante la stagione venatoria, imperversano i cacciatori.

A dare man forte al Comitato è arrivato anche il Movimento Animalista, con la sua rappresentante provinciale Silvia Pacher, che commenta: “Non posso credere che il Sindaco di Formigine Maria Costi e la sua giunta, pur di non contrariare Federcaccia, preferiscano mettere a repentaglio l’incolumità dei propri concittadini. Nel novembre 2018 gli abitanti della zona hanno costituito un comitato cittadino denominato “Zona Ghiarola – Comitato per la sicurezza” e, supportati dal Movimento Animalista e dalle associazioni Earth, Lac e Oipa,  hanno segnalato la problematica al Sindaco Costi e hanno incontrato più volte prima l’Assessore all’ambiente Bertoli e poi il suo successore Bosi. Ad ogni incontro, una promessa. Prima quella di avviare la pratica in Regione Emilia Romagna per trasformare l’area in zona di ripopolamento, quindi con il divieto di utilizzare armi. L’operazione si sarebbe dovuta concludere con successo prima dell’apertura della nuova stagione venatoria 2019/2020. Visto però che non c’è stato seguito e i cacciatori a Settembre sono puntualmente tornati, il comitato dei residenti è stato rassicurato con una nuova soluzione: il sindaco avrebbe emesso un’ordinanza urgente per la sicurezza che impedisse di sparare in quella zona. Disatteso anche quest’ultimo impegno, il Comune ora propone un incontro con Federcaccia perché, bontà loro, suggeriscano ai loro associati di 'comportarsi bene' quando sono in quella zona, di sparare alle distanze dalle case previste dalla legge e di non minacciare i residenti che osano lamentarsi per il disagio".

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"I cacciatori in Italia sono ormai scesi a 450.000 (dati LAC Agosto 2019) e spesso, viste le aree a loro concesse per sparare che comprendono abitazioni, questa manciata di persone tengono sotto ostaggio intere comunità - sottolinea Emilio Salemme di LAC Modena - Aree tra l'altro, visto la densità abitativa, dove la cacciagione è molto esigua perchè disturbata dalle attività umane quotidiane." 

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