Kurdistan iracheno, il reportage della missione del modenese Franco Zavatti

Il sindacalista è rientrato da un paio di giorni in italia dopo la nuova trasferta in Iraq, nel campo profughi dove hanno trovato rifugio molti kurdi in fuga dagli scontri armati

Tra il 28 settembre e il 6 ottobre Franco Zavatti, storico sindacalista della Cgil modenese, ha compiuto un'altra missione in compagnia della delegazione italiana che da anni intrattiene relazioni con i kurdi del campo profughi di Makhmura, cui per altro è stato consegnato il denaro raccolto grazie ai tanti generosi sottoscrittori modenesi per l’acquisto dell’ambulanza.

Makhmura è un campo profughi che si trova in mezzo al deserto nord-iracheno in una zona inospitale. Nel campo oggi vivono 1 mila profughi, fuggiti, attraverso le montagne, dai villaggi kurdi in sud-Turchia, bombardati e distrutti dall'esercito turco. L'attualità parla in queste ore di una nuova offensiva delle truppe di Erogan oltre il confine con la Siria, ma le drammatiche vicessitudini del popolo kurdo hanno origini ben più remote: un popolo distribuito su tre diversi stati nazionali e in lotta per ottenere una propria indipendenza.

Nei punti strategici sulle alture intorno a Makhmura si trovano gli avamposti dei partigiani kurdi a difesa della loro sicurezza, i quali hanno confermato che oltre le colline ci sono ancora gruppi di guerriglieri Isis. Scontri e attentati si susseguono anche se lo Stato Islamico è per molti considerato sconfitto. Il tutto è poi aggravato dai bombardamenti turchi dal cielo, ripresi proprio in queste ore.

La popolazione e i volontari internazionali sono riusciti a trasformare quel luogo desertico che è Makhumra in un posto vivibile, anche se le malattie che colpiscono i bambini sono aspre e numerose. Per questo, dopo aver attrezzato un piccolo poliambulatorio, funzionante con i medici volontari del campo 24 ore su 24 - si è pensato ad un veicolo per il trasporto dei malati e dei feriti gravi, che attualmente sono costretti ad essere trasferiti all'ospedale di Erbil, distante un'ora e mezza dal campo, raggiungibile con auto o altri mezzi di fortuna, attraversando ben sei check-point armati iracheni.

Dopo lunghe trattaive la delegazione occidentale ha firmato a Erbil il contratto con un grosso imprenditore che importa vetture giapponesi e anche ambulanze già attrezzate. Costo iniziale 45.000 dollari, poi sceso a 40.000. Oltre ai 37.000 raccolti con la soldiarietà anche dei modenesi, i restanti sono stati messi dall’Associazione verso il Kurdistan e finalmente l’ambulamza potrà essere consegnata al campo di Makhmura. 

L'ambulanza sarà sicuramente uno strumento utile a salvare qualche vita in più, ma le condizioni ambientali restano davvero complesse in tutta l'area. La Onlus “Verso il Kurdistan” ha inviato una lettera urgente per chiedere incontro con UNHCR – Iraq e al Presidente del parlamento del Governo Regionale del Kurdistan Iracheno, per avere chiarimenti e protestare per embargo che chiude il campo di Makhmura alle uscite degli abitanti anche per il lavoro e per il blocco di merci, alimenti e farmaci compresi. 

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