Restauro per il Fiat G 46, una dedica agli aviatori e all'eroe modenese Fulvio Setti

Restaurato il velivolo, un Fiat G46 da addestramento attivo fino al 1972, ed effettuata la manutenzione dell’opera dedicata ai Caduti dell’aria

Ha ritrovato i suoi colori originali l’aereo che dal 26 marzo del 1995 si trova nella zona dell’incrocio tra via Emilia ovest e viale Italia, a due passi dalla caserma Pisacane ma, soprattutto, nei pressi dell’area che tra il 1950 e i primi anni Settanta ha ospitato l’Aerautodromo di Modena. L’intervento di restauro realizzato negli ultimi mesi non ha riguardato solo il ripristino della livrea del Fiat G 46, con motore Alfa Romeo e carrello Macchi, ma si è intervenuti anche con la manutenzione della superficie del velivolo e degli elementi artistici e simbolici in cui è inserito come monumento alla memoria dei caduti dell'aria modenesi.

Festa con il sorvolo delle Frecce Tricolori per l'inaugurazione del restauro

Tra gli interventi realizzati a cura di Setti Ferramenta, con il coordinamento del settore Lavori pubblici del Comune, anche un miglioramento dell’area verde in cui è collocato il monumento, del vialetto d’accesso e dell’illuminazione, oltre alla videosorveglianza. Ripristinate anche le luci verdi e rosse sulle ali dell’aereo che, al suo interno, ha ancora i comandi originali.

Dopo la dismissione nel 1972, l’Aeroclub di Modena lo vendette al Comune di Castel Bolognese che lo utilizzò per anni come attrazione in un parco. Ormai in degrado, venne acquistato nel 1993 dal Comune di San Possidonio e poi restaurato con la collaborazione delle associazioni locali per diventare il monumento inaugurato due anni dopo a Modena.

Chi era Fulvio Setti, eroe del cielo, sportivo e imprenditore

Fulvio Setti ottenne la medaglia d’oro al valor militare a 29 anni, nel maggio del 1943, per aver eroicamente messo in salvo il suo equipaggio e altri militari con il suo aereo da trasporto in un’azione avventurosa tra l’Italia e la Tunisia. Già l’anno prima, tenente pilota assegnato al Gruppo C dei Servizi aerei speciali, aveva ottenuto la medaglia d’argento dopo un atterraggio su di una pista di fortuna: il suo velivolo, che trasportava munizioni pesanti, era stato colpito dai caccia nemici.

Giovane atleta (partecipò anche alle Olimpiadi del 1936 nei 110 ostacoli), appassionato pilota, laureato in Economia, richiamato in servizio durante la guerra, prese parte a 220 voli.

Insieme al fratello Gaetano ha lavorato nel negozio di ferramenta di famiglia, aperto dal padre Alberto nel 1910 in piazza Mazzini. Un’azienda dove oggi, nella sede del Villaggio Torrazzi, lavorano ancora Vittorio Setti, figlio di Gaetano, e i due nipoti di Fulvio: Carlo e Anna Maria Ventura.

Fulvio Setti, scomparso il 19 marzo 1991, a Modena è stato presidente del Coni, dell’Aeroclub e dell’Ente provinciale per il turismo. A lui venne intitolato nel 1996 il Deposito centrale dell’Aeronautica militare, mentre nel 2015 gli è stata co-intitolata la sezione dell’Associazione Arma Aeronautica di Modena.

La sua figura è strettamente legata all’Aerautodromo della città che venne realizzato lungo la via Emilia, dove la tra due guerre era stato costruito il primo aeroporto.

L’inizio della storia dell’aviazione a Modena, però, è di qualche anno prima. È nella primavera del 1911, infatti, che due audaci piloti decollano dall’ippodromo vicino al Foro Boario a bordo di un Blèriot che sale fino a centro metri di quota per atterrare sei minuti dopo.

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