Richiesta di concordato preventivo per la Goldoni Arbos, scatta lo sciopero

Oggi pomeriggio protesta davanti allo stabilimento di Carpi. Rsu e Fiom chiedono il ritiro della procedura

Sembra precipitare la situazione alla Goldoni Arbos di Carpi. In un incontro svoltosi venerdì 14 febbraio con la RSU e la Fiom di Carpi, la Direzione Aziendale ha comunicato che il 7 febbraio la Goldoni ha depositato al Tribunale di Modena l'avvio di una procedura concorsuale di concordato preventivo.

A seguito dell'incontro si è svolta una assemblea nella mattinata odierna. L'assemblea dei lavoratori ha votato un ordine del giorno che chiede il ritiro immediato della procedura concorsuale, la continuità produttiva, il pagamento dei fornitori e la convocazione di un tavolo istituzionale per affrontare la situazione.

L'assemblea ha anche deciso che l'incontro informativo con i Sindaci di Carpi e Rio Saliceto già in calendario per oggi alle 15 sulle difficoltà aziendali, sarà accompagnato da uno sciopero con presidio (ore 15-17) davanti al Municipio di Carpi (corso Alberto Pio, 91), sede dell'incontro.

"La richiesta avanzata al Tribunale rappresenta una rottura netta rispetto al percorso più volte annunciato, che ha visto iniziative sindacali anche di sciopero a sostegno della sua piena attuazione, percorso che parte dall'assolvimento degli impegni verso i fornitori dal mese di gennaio e la progressiva ripresa a pieno della produzione, a partire dagli ordinativi esistenti - spiega la Fiom in una nota - Una procedura di concordato preventivo invece, oltre ai costi della procedura stessa, scaricherà sui fornitori creditori (già coinvolti nel primo concordato del 2015) ulteriori oneri, ne comprometterà ulteriormente i rapporti, avrà conseguenze negative sui posti di lavoro nell'indotto e si ripercuoterà negativamente sull'organizzazione della produzione".

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La situazione è ulteriormente aggravata dall'assenza di ammortizzatori sociali, cancellati dalle normative introdotte nel 2015 dal Jobs Act. Gli ammortizzatori sono infatti stati esauriti nella precedente crisi e hanno consentito il passaggio di proprietà nel 2016, la salvaguardia dello stabilimento e dell'occupazione. Su questo punto sono in corso contatti con il Ministero del Lavoro per attivare un ammortizzatore in deroga.

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