Sciopero e protesta oggi in città, "chiuso oltre l'80% delle edicole"

Un settore in profonda crisi quello delle edicole, che deve fare i conti anche con il mancato accordo con gli editori, che manca ormai da 10 anni

Il sindacato Sinagi esultano per l'adesione "superiore all’80%" delle edicole modenesi allo sciopero odierno nell’ambito dell’iniziativa di lotta a livello nazionale promossa dalla sigla della Cgil (con la successiva adesione di Snag e Usiagi) per protestare contro il mancato rinnovo dell’accordo con gli editori, scaduto da ormai 10 anni.  In occasione dello sciopero era prevista stamattina una manifestazione a piazza Montecitorio a cui hanno partecipato oltre 400 edicolanti da tutta Italia. Successivamente una parte di loro si è spostata davanti alla sede della Fieg (Federazione italiana editori giornali). 

A Modena, a sostegno della protesta, è stato organizzato anche un presidio davanti alla sede de Il Resto del Carlino, in quanto testata del presidente della Fieg.  Hanno partecipato al presidio oltre 40 edicolanti modenesi (in foto) che in modo pacifico hanno confermato le loro rivendicazioni, tenendo a precisare che la protesta non era in nessun modo diretta contro i giornalisti e la redazione de Il resto del Carlino, ma per sostenere le loro rivendicazioni verso gli editori. 

In questi giorni hanno espresso solidarietà alla protesta delle edicole diversi partiti modenesi, tra cui PD, M5S, Lega Nord, FI, Articolo Uno-Mdp e Modena Volta Pagina. Stamattina al presidio erano presenti Andrea Galli consigliere regionale di FI e Elisabetta Scardozzi consigliere comunale M5S. 

L’Accordo Nazionale che regola i rapporti tra editori ed edicolanti, firmato nel 2005, scaduto nel 2009 ormai da 10 anni, risulta essere inadeguato ed obsoleto alla realtà attuale e alla grave crisi che gli edicolanti hanno dovuto fronteggiare in questi anni e che ha visto la chiusura di 15.000 edicole a livello nazionale e 18 edicole a Modena nel solo 2018. Per questo le organizzazioni sindacali dei giornalai hanno presentato nel dicembre 2017 una piattaforma che potesse riequilibrare la remunerazione per la vendita dei prodotti editoriali a favore della filiera distributiva e delle edicole, aggiungendo alla remunerazione in percentuale sul venduto (19%-24%), una quota di 10 centesimi a copia come compenso di lavorazione (di cui solo 7 centesimi agli edicolanti, il resto alla filiera distributiva), oltre ad una maggiore remunerazione per le pubblicazioni non puramente editoriali. La trattativa però non è mai realmente partita.

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