Carceri, in Emilia torna l'allarme sovraffollamento. Carente la parte rieducativa

Nella nostra regione le celle sono più affollate del consentito e anche della media nazionale. A Modena solo un edcucatore ogni 168 detenuti

Dopo alcuni anni di deflazione, il tema del sovraffollamento penitenziario è nuovamente cruciale. E l'Emilia-Romagna non fa eccezione. A fine marzo sono 3.641 i detenuti presenti, pari al 6% della popolazione carceraria nazionale. La regione è sopra la media nazionale per indice di sovraffollamento: al 31 marzo 2019 è al 129,8% contro il 120% del nazionale. Ciò significa che in regione gli spazi previsti in termini di capienza regolamentare per cento detenuti ne vedono presenti 130 con un'eccedenza di un terzo circa. 

È quanto emerge dal Rapporto sulle condizioni di detenzione in Emilia-Romagna realizzato dalla sezione regionale di Antigone. "Il sovraffollamento incide sulla qualità della vita detentiva e puo' contribuire a comprimere diritti e aspettative dei detenuti, riducendo le possibilità di accesso alle attività trattamentali, ai servizi sanitari e scolastici, alle opportunità ricreative - si legge nel Rapporto - Considerando i dati da noi raccolti nel 2018, è difficile sostenere l'idea che sia l'eccesso di detenuti a determinare tale drammatico sbilanciamento: questo dato imbarazzante riflette piuttosto il dimensionamento strutturale delle attività rieducative e di supporto".

 In media il rapporto tra detenuti ed educatori (lo staff dell'area giuridico-trattamentale) è di 80 a uno con picchi di 168 a uno nella casa circondariale di Modena dove ci sono tre educatori in organico, e di 118 a uno a Bologna dove gli educatori sono sette. A titolo di paragone si consideri che il rapporto medio tra detenuti e agenti di polizia penitenziaria è di 2 a 1 con picchi di 1,4 a 1 a Rimini e Ravenna.

Meno di un terzo dei detenuti presenti nei dieci istituti penitenziari della regione lavora: 1.097 a fine 2018, di cui 36 per datori di lavoro esterno (in Veneto questi ultimi sono 350 e in Lombardia 287). Ricco, invece, il quadro su corsi di formazione qualificata: 17 attivati nel secondo semestre del 2018 con 156 iscritti, di cui 89 stranieri, ovvero il 4% dei reclusi. "Numeri contenuti che però collocano l'Emilia-Romagna al quinto posto in ambito nazionale dopo Lombardia, Puglia, Lazio e Piemonte". Nello stesso periodo sono 20 i corsi conclusi con 166 iscritti e 149 promossi con titolo accreditato. In media l'11,1% dei detenuti è coinvolto in corsi professionali: sopra la media Ravenna con il 32,4% e Ferrara con il 14,2%. Scolarizzazione primaria e secondaria inferiore garantite ovunque: il 23,9% va a scuola, percentuali più elevate a Bologna (50,1%), Castelfranco Emilia (30,6%) e Ravenna (27%). Offerta sportiva disomogenea ma in otto istituti su dieci è garantito ai detenuti che lo chiedono almeno un accesso settimanale alla palestra. 

Il regime a celle aperte è applicato in modo parziale, mentre in quasi tutti gli istituti è possibile cucinare in cella. Gli spazi destinati ai congiunti sono "tendenzialmente dignitosi". Quelli per la pratica di culti non cattolici sono presenti solo a Ferrara, Modena, Piacenza e Reggio Emilia, mentre il menù specifico per i detenuti musulmani sarebbe garantito ovunque. 

Sette detenuti su dieci in Emilia-Romagna hanno una condanna definitiva, i restanti sono equamente distribuiti tra soggetti in attesa di primo giudizio e altri non definitivi (appellanti, ricorrenti, posizioni miste). Sono 581 i reclusi in circuiti specifici: 41 bis, alta sicurezza, collaboratori di giustizia, semiliberi, ex articolo 21, isolamento disciplinare e sanitario, transgender. "In regione sono detenuti solo esponenti dell'area antagonista (matrice anarchica), mentre non sono presenti imputati o condannati per delitti connessi al terrorismo di matrice jihadista". Sono 7 i detenuti in AS2, il circuito dedicato alle forme di eversione politica, a Ferrara. Sono 65 i detenuti in regime di 41 bis a Parma, 28 quelli in AS1 (sempre a Parma) e 281 in AS3 tra Bologna, Ferrara, Piacenza, Parma. I soggetti residenti in regione in carcere sono 2.494 su 3.641, tra loro anche molti stranieri residenti in Emilia-Romagna. 

(DIRE)

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