Riprende la pubblicazione di “Ulisse”, il giornale dei detenuti del Sant'Anna

Circa una ventina i redattori che prendono parte al progetto editoriale, trattando di temi che riguardano molto da vicini la loro condizioni, anche per stimolare riflessioni personali

Dopo una pausa di poco meno di un anno, il giornale dei detenuti del carcere di Modena ha ripreso le pubblicazioni. "Ulisse", questo il nome del foglio, prende vita nell'omonima sezione della Casa circondariale Sant'Anna che, dall'ottobre del 2014, accoglie i detenuti della prima sezione per coinvolgerli in corsi, attività ricreative e culturali proposte da educatori e volontari. Nella Sezione Ulisse, nata da un'idea della direttrice del carcere Rosa Alba Casella, ci sono una piccola biblioteca, una sala video, una stanza per la preghiera, giochi, riviste e la redazione del giornale. 

"Sono una ventina i detenuti che vi partecipano- racconta Pier Giorgio Vincenzi, volontario in carcere dal 2002 e coordinatore della redazione del giornale- Non sono sempre le stesse persone perchè quella di Modena è una Casa circondariale e il cambiamento è veloce. Per noi, ovviamente, è un grande impegno perchè ogni volta si ricomincia, ma questo lavoro ci dà grande soddisfazione". 

Il giornale esce ogni 2-3 mesi circa, "pubblichiamo quando abbiamo tutto il materiale", e viene diffuso all'interno del carcere e on line, in pdf, sul sito www.buonacondotta.it. "Buona condotta" era il nome del giornale realizzato dall'associazione Gruppo Carcere Città Modena nato alla fine degli anni Ottanta per portare il carcere in città, facendolo uscire dall'isolamento, e la città nel carcere, perchè lo riconoscesse come una parte di sè. Realizzato interamente dai volontari, "Buona condotta" è uscito due volte l'anno tra il 2007 e il 2016 e si rivolgeva alla città, era infatti un foglio allegato a Vivo Modena. "Poi i volontari non hanno più avuto la forza di portarlo avanti- racconta Vincenzi- Da quell'esperienza è nato 'Ulissè che, a differenza di 'Buona condottà, è fatto quasi esclusivamente di testimonianze dei detenuti".

Per scegliere i contenuti, "e stimolare la discussione", la redazione- composta dai detenuti e da quattro volontari, oltre a Pier Giorgio ci sono Cristina, Simona e la direttrice Giulia Bondi- si riunisce una volta alla settimana, nella Sezione Ulisse. "Il lunedì ci troviamo per discutere, parlare, lanciare idee, leggere gli scritti prima della pubblicazione- spiega il coordinatore- ma c'è anche un secondo incontro, al mercoledì, in cui vediamo i singoli che hanno intenzione di scrivere, ma hanno difficoltà a mettere le parole su carta. Qualche volta, in particolare con le persone straniere, ho ascoltato il loro racconto e l'ho scritto per loro". 

Il numero di gennaio è dedicato al tema della responsabilità. "L'idea era di parlare sia della responsabilità personale dei detenuti, tema che è stato sviscerato tanto che la maggior parte degli articoli parlano di questo, sia della responsabilità delle istituzioni nei loro confronti- racconta Vincenzi- ma questo secondo aspetto è rimasto nell'ombra. È difficile trattarlo dentro il carcere, ci sono forti resistenze". Il numero è già disponibile in pdf sul sito www.buonacondotta.it ed è stato diffuso in carcere, "anche se i detenuti vorrebbero che uscisse all'esterno". Ora la redazione è al lavoro sul prossimo numero, il cui tema "Chi ha paura del fine pena?" ha già sollevato una discussione viva.

 "Nella prima sezione, quella che di giorno in quello che sarebbe l'orario di lavoro, si svuota perchè tutti scendono nella Ulisse, su 40 detenuti gli italiani sono nove- afferma Vincenzi- e ci sono grosse differenza nell'attesa del fine pena tra italiani e stranieri. A questi ultimi, stiamo cercando di spiegare cosa potrebbe succedere loro quando saranno fuori, con il Decreto Salvini e le nuove normative". Nella Casa circondariale di Modena ci sono 486 detenuti (la capienza è di 369 posti), le donne sono 36, gli stranieri 315 (dati al 31 gennaio 2019 ministero della Giustizia).

(DIRE)

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