Unico e irripetibile. Modena Park, un anno dopo

Unico e irripetibile. E' questa l'espressione utilizzata dagli organizzatori di Modena Park nei giorni immediatamente successivi al concertone del 1 luglio 2017. Una dicitura che sembra un semplice slogan, ma che racchiude in realtà molto di più e ben inquadra l'evento che ha segnato in maniera indelebile la storia recente della nostra città. Un anno dopo, ecco cosa resta.

Unico e irripetibile è Vasco Rossi. Un fenomeno musicale che non conosce paragoni in Italia quello del "Blasco", che ha saputo unire diverse generazioni intorno ad un fenomeno che non è solamente musicale e artistico, ma che è stato capace di creare una comunità di fans che risponde in massa alla chiamata del proprio idolo. C'è un pizzico di irrazionalità in tutto questo, proprio perchè a predominare è l'emozione, quello stesso mantra che Rossi predica da anni nei suoi testi e nei suoi concerti Modena Park e i suoi 220.000 sono stati unici perchè solamente il Kom - quantomeno fra gli artisti italiani - può radunare una folla simile.

Unica e irripetibile è stata l'organizzazione dell'evento. Uno sforzo colosale dal punto di vista dell'analisi, della programmazione, dell'organizzazione e della gestione materiale. Il modello organizzativo di Modena Park ha fatto scuola sotto tutti i punti di vista - sicurezza, sanità, gestione dei flussi, viabilità e altro ancora - e non è piaggeria sottolinearlo con frequenza, anche ad un anno di distanza. Modena ha messo in campo le sue competenze migliori per dare vita ad una manifestazione che a detta di tutti è stato un successo senza eguali. Irripetibile, però. Pur nella straordinaria professionalità di chi ha organizzato e gestito una macchina tanto complessa, è innegabile che una qualche buona stella abbia brillato in maniera molto luminosa. E anche questo è irripetibile, forse replicabile, ma senza garanzie.

Unica e irripetibile è stata la "sospensione del tempo" che la città ha vissuto. Il 1 luglio, ma anche nei giorni precedenti, Modena è rimasta in apnea. Tra i catastrofisti e chi è "migrato" altrove, la maggior parte della cittadinanza ha invece molto più semplicemente ceduto ai ritmi imposti dall'evento. Strade chiuse ma in realtà già deserte ben prima del posizionamento delle transenne, attività lavorative ridotte o chiuse, auto ferma in garage: una città di 180.000 abitanti ha accolto in maniera totalizzante un evento che è stata capace di fermarla. Al giorno d'oggi, nell'era della frenesia e della disillusione, anche questo è un elemento di unicità straordinaria.

Unico e irripetibile è stato il carico economico. E' bene ricordare che l'evento è stato possibile grazie ad un'organizzazione privata che ha investito in maniera cospicua su una molteplicità di aspetti gestionali i (pur lauti) introiti della vendita degli oltre 200.000 biglietti. Nonostante il denaro trasferito al Comune e ad altri enti, lo sforzo pubblico per una manifestazione di tale portata implica ragionamenti non trascurabili sulla sostenibilità finanziaria. Anche se i conti finali saranno quasi impossibili da verificare - al apri della ricaduta positiva sull'economia modenese - Modena Park ha comportato un esborso di denaro pubblico e una moobilitazione di risorse operative, dirette e indirette, che paossono essere garantiti giusto una tantum e non vanno presi alla leggera.

Unico e irripetibile - lasciatecelo dire - è stato lo sforzo mediatico. I media locali hanno svolto un lavoro mastodontico, non solo per la copertura dell'evento in sè (chi poteva competere con la diretta nazionale di mamma Rai? ndr), ma specialmente per quanto riguarda i giorni precedenti lo spettacolo. Un servizio di pubblica utilità 24 ore su 24 che ha tenuto impegnati gli interi organici delle redazioni, dalle più corpose alle più "esili" come la nostra.

Unico e, appunto, irripetibile. Sull'onda dell'entusiasmo del 2 luglio 2017, da più parti si è levata l'ipotesi di rendere Modena Park qualcosa di più che un singolo concerto celebrativo della carriera di Vasco Rossi. Se Modena ha dimostrato di saper gestire in maniera ottimale questa manifestazione, perchè non organizzare altri concerti di richiamo globale al Parco Ferrari, per trasformare la città in un'icona della musica live? Perchè non riprendere - si potrebbe anche dire - quel percorso avviato da Big Luciano e dai suoi amici? Domande legittime, ma la risposta è stata piuttosto chiara: "Unico e irripetibile".

Questa espressione, apparentemente celebrativa, nasconde in estrema analisi anche un tono di rassegnazione. Già, perchè Modena Park è destinato a rimanere un bellissimo ricordo e, nonostante tutto, non potrà essere replicato. Anche e soprattutto per i motivi sopra riportati. Potranno essere consegnate a Vasco le chiavi della città, potrà essere proiettato il concerto durante la Notte Gialla, potranno suonare tutte le cover band esistenti, ma non esisterà nessuna replica di quella notte epocale. Nè di quei giorni di apnea ed emozione. Ad un anno di distanza, voltandosi indietro, resta dunque un profondo senso di nostalgia. E la vita continua a correr via.

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