Fase 3. Unimore prevede lezioni solo online almeno fino alla primavera 2021

Le linee guida approvate ieri, dopo le indicazioni del Ministero, escludono si possa tornare in aula prima della secondo semestre prossimo. Le regole di distanziamento taglierebbero fuori troppi studenti dalla possibilità di essere presenti fisicamente sui banchi

Se le regole di distanziamento sociale resteranno le stesse, anche all'inizio del prossimo anno accademico sarà tecnicamente impossibile per l'Università di Modena e Reggio Emilia riprendere le lezioni frontali con gli studenti presenti in aula. E' la considerazione principale su cui muovono le nuove linee guida discusse ieri dal Senato Accademico, con le quali si prevede il mantenimento della didattica a distanza per tutto il primo semestre del prossimo anno, vale a dire fino a marzo 2021.

Partendo da quanto indicato negli ultimi decreti sulle norme di distanziamento interpersonale (1,5 metri), Unimore ha svolto una analisi tecnica, arrivando a stabilire che i posti distanziati ridurrebbero addirittura dell'80% la possibilità di presenze effettive nelle aule. In altre parole, non sarebbe possibile offrire a tutti gli studenti la possibilità di prendere parte ai corsi. Di fronte a questa eventualità la didattica a distanza resta l'unica "ancora di salvezza".

Da qui la decisione assunta unanimemente dal Senato Accademico su proposta del Rettore di proseguire con le lezioni (e gli esami) online per tutto il primo semestre del prossimo anno accademico. Lezioni che per altro saranno disponibili anche nel secondo semestre, nel quale però si auspica - e tutti lo auspichiamo - che si possa tornare alla "vecchia" normalità. Ma la didattica universitaria ha bisogno di una programmazione complessa e l'Ateneo ha giustamente già delineato lo scenario futuro.

Un addio alla partecipazione fisica? No. Gli studenti dell'Ateneo modenese e reggiano potranno infatti prendere parte dal prossimo anno a tutte quelle attività che saranno possibili nel rispetto del distanziamento reciproco: laboratori, tirocini, esercitazioni pratiche, piccoli gruppi di lavoro e, perchè no, eventualmente anche gli esami orali o scritti, prevedendo turni e tutte le misure di protezione del caso.

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Già da questo primo provvedimento - che, lo ribadiamo, potrà essere confermato o rivisto in base alle disposizioni generali del Governo sulle limitazioni anticontagio - si delinea dunque la strada di un sistema didattico sempre più "misto", con gli insegnamenti tradizionali spostati sulle piattaforme digitali e la partecipazione diretta ad attività più pratiche o laboratoriali. Magari sfruttando di volta in volta le nuove opportunità fornite dalle recenti tecnologie per esplorare ulteriori soluzioni.  

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