Sindacato, 115 anni fa nasceva a Modena la Camera del Lavoro

“Dopo 115 anni ancora giovane!!”. Questo lo slogan scelto per la campagna che ricorda il 115° anniversario della Camera del Lavoro di Modena, nata appunto il 23 maggio 1901 e sancita dall’approvazione dello Statuto il 9 giugno successivo. Tutti i modenesi che si recheranno in queste settimane nelle sedi sindacali della Cgil di Modena e provincia, sapranno di questo anniversario grazie ai manifesti e alle locandine affissi in tutte le sedi.

Si è scelto di riportare nel manifesto lo Statuto approvato il 9 giugno 1901, atto costitutivo di una realtà camerale che tentava di unificare le varie federazioni e associazioni esistenti del mondo del lavoro agricolo e operaio. La Camera del Lavoro di Modena nasce infatti dall’adesione di 59 associazioni tra leghe di resistenza, mutue e cooperative, con finalità di intermediazione tra domanda e offerta di lavoro, sostegno ai disoccupati per trovare loro una nuova occupazione. Un organismo prettamente economico, senza caratterizzazione politica evidente, necessaria anche ad ottenere i sussidi dell’Amministrazione comunale, anche se di fatto a orientamento socialista. 
Il percorso per giungere ad un’unica organizzazione camerale provinciale sarà molto accidentato, perché il mondo del lavoro agli inizi del Novecento presenta una realtà frastagliata, con profonde divisioni. Le prime tensioni sono con la Federazione delle leghe bracciantili di Mirandola poi, dopo un breve periodo unitario, nel 1906 esistono ben tre Camere del Lavoro a Modena, Carpi e Mirandola, e a metà del 1909 sono attive nella provincia di Modena ben cinque Camere del Lavoro in concorrenza tra loro, a cui si aggiunge nel novembre dello stesso anno anche l’Ufficio del lavoro cattolico. 

Le divisioni influenzano negativamente le lotte del mondo del lavoro negli anni precedenti il conflitto mondiale, tanto che rimane sempre presente il problema dell’unità sindacale: il tentativo di giungere ad un’unica Camera del lavoro provinciale nel 1913 fallisce, e nascono due Camere del lavoro, quella Unitaria di orientamento socialista e quella Sindacalista di orientamento sindacalista rivoluzionario e anarchico. 
Le due Camere del lavoro vivranno un momento di collaborazione e unità soprattutto dopo la fine della Prima guerra mondiale, ma saranno scompaginate dalla dittatura fascista. Dopo il periodo clandestino, segnato comunque da numerose lotte di lavoratori, durante la Resistenza si pone la necessità di dare vita – sulla base delle indicazioni del Patto di Roma del giugno 1944 – a un sindacato unitario che, a Modena, vede il coinvolgimento anche di azionisti e anarchici, per evitare la nascita di due organizzazioni sindacali. 

La Camera confederale del lavoro di Modena viene costituita il 16 aprile 1945, una settimana prima della Liberazione, ed assume un ruolo decisivo nella ricostruzione della provincia e nella tutela dei diritti dei lavoratori. Purtroppo le tensioni politiche e il clima della ‘guerra fredda’ portano a nuove divisioni in ambito sindacale, con la nascita della Cisl e della Uil, e bisognerà aspettare gli anni Sessanta per vedere una ripresa dell’unità sindacale. 

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In ogni caso, è innegabile che a Modena la Camera confederale del lavoro ha sempre mantenuto un forte radicamento nel mondo del lavoro ed è sempre stata la principale organizzazione sindacale della provincia, come testimoniato anche ora, in questi anni di profonde trasformazioni del mondo del lavoro e dell’economia modenese. Oggi 115 anni dopo, la Camera del Lavoro territoriale di Modena ha 130.000 iscritti, metà dei quali pensionati, opera nel territorio provinciale in circa 50 sedi, oltre alla sede provinciale di piazza Cittadella 36. 

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