Ecodisastro a Riolunato, Tomei: «Basta sversamenti di limo nello Scoltenna»

Dopo la denuncia di Legambiente, l'amministrazione provinciale interviene per chiedere a Enel di rivedere il piano degli svasi

Sui lavori alla diga di Riolunato «stiamo mantenendo un controllo costante, in particolare sullo stato del torrente e sulla fauna ittica che lo abita. Abbiamo già segnalato in un incontro con la Regione e gli enti interessati che occorre rivedere, almeno in parte, il piano di gestione dei lavori attualmente in corso a tutela del corso d’acqua». Queste le dichiarazioni di Giandomenico Tomei, assessore provinciale all’Agricoltura e Politiche faunistiche, a proposito dei lavori alla diga di Riolunato avviati dal gestore Enel Greenpower. «L’intervento – aggiunge Tomei – ha causato il mese scorso l’intorbidimento e il deposito di notevoli quantità di limi nelle acque dello Scoltenna, a valle della diga, a seguito di procedure di svaso ritenute necessarie per i lavori di consolidamento dell’impianto. Questi episodi non devono più ripetersi».

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All’incontro in Provincia hanno partecipato anche Paola Gazzolo, assessore regionale alla Difesa del suolo; Emilio Sabattini, presidente della Provincia di Modena; Stefano Vaccari, assessore provinciale all’Ambiente; Giancarlo Cargioli, sindaco di Riolunato, e i responsabili dell’Arpa di Modena e del Servizio tecnico di bacino della Regione che coordina il piano di gestione dei lavori alla diga. «Dai controlli che manteniamo dopo l’avvio dei lavori – sottolinea Vaccari – abbiamo constatato che le ripercussioni delle attività di svaso, propedeutiche alla rimozione dei sedimenti presenti nel bacino della diga, purtroppo si sono rivelate di entità maggiore rispetto a quanto prospettato nel piano di gestione. Abbiamo perciò convenuto – aggiunge Vaccari – che occorre perseguire tutte le azioni necessarie per ripristinare il danno ambientale sull’ecosistema, soprattutto nei primi chilometri a valle della diga». L’assessore Gazzolo ha annunciato quindi la necessità di un organizzare un incontro con Enel, gestore della diga, e tutti i soggetti interessati per risolvere questi problemi.

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