L’Anm denuncia: «Il Tribunale di Modena ha 40 mila processi pendenti»

Il Palazzo di Giustizia aperto per un giorno ai visitatori. L'iniziativa promossa dai magistrati lancia l'allarme sull'inadeguatezza delle strutture giudiziarie modenesi

"Abbiamo deciso di aprire le porte del Palazzo di Giustizia di Modena durante un normale giorno di lavoro per far conoscere la drammatica situazione in cui versa il sistema giudiziario. In questo periodo, infatti, il mondo politico, locale e nazionale, è tornato a discutere di Riforma della Giustizia, ma purtroppo gli obiettivi che vengono indicati sono ancora molto distanti dalle esigenze reali dei tribunali italiani. I magistrati sono sul piede di guerra soprattutto per i forti ridimensionamenti dei budget  previsti (anche) quest’anno. Soltanto a Modena, dicono, i procedimenti penali e civili pendenti sono circa 40 mila. Una vera montagna". Così Antonella Rimondini, segretario cittadino dell'Associazione Nazionale Magistrati, che stamattina ha fatto da "Cicerone" per giornalisti e semplici cittadini nei corridoi e nelle aule del Tribunale di Modena in Corso Canalgrande, un "giro turistico" in cui sono stati snocciolati i dati e le difficoltà del polo giudiziario cittadino. 

«Ogni anno con un organico striminzito di 31 giudici all’attivo non siamo in grado di coprire la richiesta della città. Riusciamo a celebrare 11 mila processi, ma sono troppo pochi per smaltire ‘la coda’ che gli anni scorsi si è accumulata impietosamente». Ad ascoltare i magistrati modenesi nella giornata della ‘trasparenza’ e della protesta pubblica anche molti studenti delle scuole superiori e dell’Università modenese. «La causa principale dell’inefficienza del Tribunale – sostiene Franco Zavatti, coordinatore regionale Cgil Legalità e sicurezza – è da ricercarsi nella scarsità dei fondi (appena 21 mila euro per le spese d’ufficio del 2010). Mancano quasi completamente le dotazioni informatiche necessarie, prosegue Zavatti, come ad esempio l’introduzione della posta elettronica certificata per snellire il flusso di centinaia di notifiche che quotidianamente devono essere inviate agli avvocati».

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Il Tribunale di Modena «offre ai cittadini oltre 100 servizi legati alla giustizia, bisogna capire quindi che farlo naufragare comporta seri rischi» denuncia l’Anm. «Speriamo che mostrare ai giovani in che modo lavoriamo serva per far crescere il malcontento verso scelte politiche che penalizzano il sistema giudiziario» dice quindi Antonella Rimondini. E aggiunge: «In Italia iniziative simili alla nostra stanno nascendo un po’ ovunque ma forse siamo i primi ad aprire durante un normale giorno di lavoro le aule del Palazzo di Giustizia ai visitatori. Lanciamo un appello a tutti i modenesi affinché ci aiutino a risolvere le due criticità maggiori del nostro Tribunale: la carenza di personale amministrativo e l’inadeguatezza delle strutture che sono pensate ancora sui parametri del dopoguerra». 

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