Risse e aggressioni, giorni senza tregua nel carcere di Modena

I detenuti di Sant'Anna continuano a dare vita ad episodi violenti, con gli agenti della Polizia Penitenziaria costretti in infermeria ormai quotidianamente. Una polveriera che apparentemente nessuno intende spegnere con decisione

Come ampiamente documentato nei giorni scorsi, la situazione nel carcere di Modena è ormai ingestibile e rischia di sfuggire al controllo. Anche ieri si è verificata un'altra aggressione nei confronti del personale di Polizia Penitenziaria, ormai vittima delle violenze quotidiane messe in atto con diverse modalità e stratagemmi da parte dei detenuti. Due ispettori hanno accompagnato in infermeria un carcerato nigeriano, il quale aveva detto di sentirsi male, ma, da quello che è accaduto, probabilmente così male non stava. Infatti, l'uomo, appena giunti in infermeria, ha aggredito i due ispettori che,con l'aiuto di un altro agente hanno fatto fatica a ricondurlo alla calma. 

Uno degli ispettori e l'assistente sono stati curati in ospedale ed hanno avuto una prognosi di cinque e sette giorni, mentre l'altro ispettore deve essere ancora sottoposto a visita medica. 

Qualche ora dopo si è poi verificata una grave rissa tra quattro detenuti marocchini e uno di loro è stato successivamente trasportato in ospedale per le cure mediche. Mentre avveniva la rissa un altro detenuto si è barricato in cella, rendendo ancora una volta la vita difficile agli agenti della Penitenziaria.

Questi ultimi episodi si aggiungono a quelli dei giorni scorsi ed è sintomatico di una situazione ormai difficile da gestire, poiché i detenuti hanno compreso di avere ampio margine di manovra, senza per altro incorrere in gravi conseguenze. 

“I detenuti che nei giorni scorsi si sono resi responsabili di aggressioni al personale continuano a permanerne nel regime aperto  - spiegano Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del SAPPE e Francesco Campobasso, segretario regionale - Riteniamo che andrebbero comunque trasferiti in altra struttura e ribadiamo la necessità di un'ispezione nel carcere di Modena, al fine di verificare l'organizzazione dell'istituto stesso. È  giunto il momento di dire basta a questa gravissima situazione e lo faremo a settembre con una imponente manifestazione davanti al carcere modenese, se nel frattempo non saranno assunti provvedimenti adeguati per ripristinare l'ordine e la disciplina, presupposti ineludibile per qualsiasi programma di recupero”.

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