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La storia: un biglietto Sassuolo - Venezuela solo andata

Alessandro Collioli dopo trent'anni a Sassuolo decide di partire per il Venezuela, dove ha trovato moglie, lavoro, una realtà che non cambierebbe con la nostra e... un libro giallo

Maria Vittoria Boldi 9 luglio 2012

“Ho lasciato l’Italia il 22 febbraio 2007”. Così inizia la storia del sassolese Alessandro Collioli, una laurea, un lavoro sicuro e la consapevolezza che qui qualcosa mancava, ma non era ancora sicuro di aver capito il problema. Poi a Sassuolo è arrivata Roraima, venezuelana di passaggio in Italia, e Alessandro ha capito che il futuro doveva essere con lei, e lontano da qui. “Mi prendi con te in Venezuela?” I preparativi, il viaggio, e la convinzione che il trasferimento sarebbe stato solo provvisorio.

Ma a Merida, a 1600 metri di altezza sulle Ande, la vita è diventata bellissima: Roraima è diventata sua moglie, e la sua passione per la moda ha permesso alla coppia di aprire un’azienda di confezioni di vestiti per bambini, la Cuore Alma Italiana Pasion Latina, che vende in tutto il Venezuela.

Nel 2007 mi ero dato un tempo limite, come una data di scadenza: 10 anni poi sarei tornato in Italia. Consideravo questo un trasloco non definitivo, a termine… adesso non lo so. Il Venezuela e la sua gente mi hanno insegnato e mi insegneranno ancora moltissimo: la compassione, quella vera; apprezzare ciò che si ha; la tolleranza, la spiritualità; la felicità per le piccole cose (piccole davvero)”.

La storia di Alessandro è la storia di chi se n’è andato, ma non certo alla ricerca di un benessere facile, di una strada in discesa: il Venezuela non è l’Eldorado eppure per lui ha significato la salvezza e la serenità, gli ha fatto comprendere l’importanza dei ritmi dilatati e disordinati con cui paradossalmente ha trovato un nuovo equilibrio.

La calma interiore gli ha permesso di ritrovare il tempo per sé e di cominciare anche a scrivere libri: 2011 vede la luce Delitti in Secchia, che verrà ristampato quest’anno ma è già disponibile on line: una prima fatica a cui Alessandro spera seguiranno altre opere.

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Senza dubbio, in un’Italia chiusa e bloccata come quella in cui ci troviamo a vivere oggi, la nuova vita di Alessandro Collioli può rappresentare per tutti noi una speranza, basterebbe avere il coraggio di buttarsi: “E con questo non voglio dire che tutti debbano lasciare l’Italia ma solo che a volte è necessario osare e andare contro corrente senza aspettare che qualcuno o qualcosa cambi per noi. E, in fondo, se le cose vanno davvero tanto male come si dice, cosa c’è poi da perdere? Il mio racconto e la mia esperienza spero siano di aiuto a tutti coloro che adesso stanno pensando che sia finita che non ci sia più speranza. La speranza è davvero l’ultima a morire! E le barriere e gli ostacoli esistono solo se siamo noi ad erigerli”.

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