Alluvione Modena, 10mila ettari di territorio allagati

Il Consorzio della bonifica Burana ha scaricato l’eccezionale quantità di 9 milioni di metri cubi di acqua attraverso i propri impianti

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ModenaToday

Ad una settimana dall’emergenza alluvione nella provincia di Modena,Urber stila un primo bilancio dell’operato sul territorio gravemente colpito e che ha visto il Consorzio della bonifica Burana impegnarsi in un operato di entità straordinaria.

L’ondata di piena che si è riversata sulla Bassa modenese ha allagato ben diecimila ettari di territorio, sia agricolo che urbanizzato, e il Consorzio ha scaricato l’eccezionale quantità di 9 milioni di metri cubi di acqua attraverso i propri impianti. Notevole inoltre il dispiego di forze umane, preziose risorse grazie alle quali è stata correttamente affrontata la difficile situazione: 100 uomini tra tecnici, esperti e personale direttivo che, attivi 24 ore su 24 per tutta la durata dell’emergenza, hanno consentito di gestire nel migliore dei modi tutti i punti della rete scolante, controllando e verificando ogni singolo contesto ed arginando così in tempo utile qualsiasi ulteriore condizione di criticità.

Il Presidente del Consorzio della bonifica Burana Francesco Vincenzi, insieme al consiglio di amministrazione del Consorzio stesso, esprime soddisfazione per l'operato di tutta la struttura consortile che si è adoperata senza risparmiarsi nel fronteggiare l’emergenza e ringrazia la Regione, i Comuni, le Forze dell'Ordine tutte e la Protezione Civile per la stretta collaborazione.

Tutto questo, come sottolineato da Urber, è l’evidente dimostrazione dell’impiego dei contributi dei cittadini consorziati in favore delle opere della salvaguardia e della messa in sicurezza di tutto il territorio. La rete infatti è di norma deputata al defluire delle sole acque piovane; per questo i contributi dei consorziati sono commisurati all’esercizio della rete di bonifica per il drenaggio che avviene sul territorio e non per eventi di così eccezionale portata e di acque non di competenza. Il contributo dei consorziati si è dunque rivelato prezioso per il controllo dell’emergenza.

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