Amianto a S. Felice, i 5 Stelle portano il caso in Procura, sindaco sotto accusa

A San Felice il Movimento 5 Stelle porta in Procura il caso amianto, mostrando le foto di migliaia di eternit macinato e lasciato all'aria aperta. Ora il sindaco è sotto accusa e i 5 Stelle chiedono giustizia

Si pensava che il sindaco di San Felice avrebbe preso al più presto precauzioni, ma nulla di fatto e il Movimento 5 Stelle ha presentato un esposto alla Procura. Ad essere condannata dai pentastellati è l'azienda Bianchini Costruzioni, che secondo questi non ha messo in sicurezza i depositi di amianto. A presentarsi in Procura cinque persone, tra consiglieri e cittadini, Carlo Valmori, Massimiliano Fortini, Matteo Casari, Francesco Masotina, Andrea Rossi, tutti della Bassa Modenese e tutti allarmati dalla situazione. 

NEL 2013 COSTRUITE SCUOLE AFFIANCO ALL'AMIANTO. Aveva già fatto scalpore nel 2013 la presenza di amianto a San Felice affianco alle nuove scuole elementari  e materne. A sollevare il caso era stato Francesco Malavasi (FDI) che aveva dichiarato: "E' una minaccia per la salute dei più piccoli, domani l'amministrazione inaugura il parco ma chiude gli occhi davanti ai problemi". 

NEL 2014 IL CASO FINISCE IN PROCURA. Secondo Francesco Masotina (M5S) il quantitativo di amianto, che in base a quanto dichiarato nella richiesta di VIA depositata in provincia (5.600 tonnellate), e' pari a più del doppio di quanto intercettato in un intero anno dalle due discariche nazionali regolarmente autorizzate. Si tratta di una situazione molto grave, che viene sottolineata su Facebook anche da Carlo Valmori (M5S) che dichiara: "Siamo intervenuti noi al posto delle autorità pubbliche. Migliaia di tonnellate di eternit macinato, o miscelato con inerti edili, giacciono scoperti, soggetti alle intemperie, con ruscellamento delle fibre nell’acqua di falda ma soprattutto liberano il pericolosissimo polverino di amianto nell’aria, disperdendolo a chilometri di distanza. Poiché non c’è una soglia al di sotto della quale il rischio amianto si annulla, in quanto possono essere sufficienti poche fibre per dar vita a processi cancerogeni che anche a distanza di 40 anni possono portare all’insorgenza del mesotelioma e ad altre gravi patologie, si rende opportuno e doveroso un intervento interdittivo e di messa in sicurezza, finalizzato alla tutela della pubblica incolumità".

VALMORI (M5S): "IL SINDACO SA MA NON FA". Carlo Valmori attacca quindi il sindaco sostenendo: "Il sindaco di S. Felice, pur a conoscenza della situazione, in quanto evidente nelle stesse fotografie allegate alla domanda di autorizzazione per realizzare una discarica di quel materiale nella sede della Bianchini, di aprile 2014, non ha preso alcun provvedimento. Un sindaco è il primo responsabile della salute pubblica,non c’è nessuna giustificazione che possa esonerarlo dall’adempiere a questo che è un suo dovere istituzionale. Ci aspettiamo che venga imposto dalla magistratura e che la stessa proceda per sottoporre i responsabili della situazione al doveroso procedimento penale per l’accertamento delle condotte criminose ad ogni livello".

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