Cie, revocata la concessione al consorzio L'Oasi

La mancata presentazione del documento sulla regolarità contributiva costa caro al consorzio gestore del Cie di Modena, estromesso definitivamente dalla Prefettura. Trenta lavoratori restano a casa senza ammortizzatori sociali

Nonostante il Centro Identificazione ed Espulsione di Modena sia chiuso da ormai 4 mesi per interventi di ristrutturazione – che non sono ancora iniziati – le vicende legate alla gestione della struttura non sono state messe a tacere, anzi. É di ieri la notizia che il Prefetto di Modena ha stracciato la convenzione che affidava il complesso di via Lamarmora al consorzio siciliano L'Oasi, che è stato perciò accompagnato alla porta. Dalla Prefettura di Modena fanno sapere che alla base dell'annullamento vi è la mancata presentazione da parte de L'Oasi del Durc sulla regolarità contributiva.

Si tratta perciò dell'epilogo di una controversa vicenda che aveva visto sommarsi nei mesi gravi difficoltà gestionali da parte del consorzio, con una mobilitazione dei lavoratori e delle forze sindacali, per ottenere condizioni di lavoro dignitose e il versamento degli stipendi. “Da mesi dicevamo che la gestione era ampiamente deficitaria - dice Marco Bonaccini della Cgil di Modena - Basta pensare che L'Oasi ha pagato solo le prime due mensilità ai dipendenti ovvero luglio e agosto 2012, poi ci ha pensato la Prefettura e che, a oggi, ancora non risultano pagati gli stipendi di luglio e agosto 2013. L'evoluzione degli eventi ci ha dato ragione - continua il sindacalista - Questa la conclusione inevitabile?”. 

Mentre i detenuti sono stati trasferiti altrove, per i 30 dipendenti è stata firmata la Cassa integrazione straordinaria in deroga a zero ore per 3 mesi. Il 16 novembre la Cgil ha chiesto il rinnovo fino alla fine dell'anno, ma L'Oasi non ha inviato la documentazione necessaria alla Regione e la cassa integrazione non è partita. “In questo momento – afferma Bonaccini - i lavoratori non sono in in cassa integrazione ma disoccupati. Chiederemo alla Prefettura che il prossimo bando per la gestione del Cie abbia una base d'asta dignitosa e che preveda una sorta di 'clausola sociale' di riassunzione dei lavoratori da parte di chi gestirà il centro”.

Se l'avventura dell'Oasi, già estromessa dal Cie di Bologna lo scorso giugno, resta ancora apertissima la partita politica sull'esistenza stessa del Cie. Dalla Prefettura fanno sapere di aver fatto fare un preventivo per i lavori di ristrutturazione, adeguamento e riparazione dei danni provocati dalle diverse rivolte nel Cie, ma di essere ancora in attesa del via libera del Ministero.

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