Spaccio, arrestate 9 persone e recuperati 4 kg di stupefacenti

Via Carlo Sigonio, i Carabinieri hanno fermato un'organizzazione dedita allo spaccio di cocaina: una donna-corriere aveva ingerito 100 ovuli per un kg di droga e la rottura di alcuni di questi ha comportato l'intervento dei medici del Policlinico di Modena

Una fitta rete di spacciatori e corrieri attiva in Veneto, Sicilia, Emilia Romagna con sede in un appartamento in via Carlo Sigonio a Modena è stata. E' questa l'organizzazione braccata dai Carabinieri nelle ultime ore: i militari del Reparto Operativo del Comando Provinciale sono giunti all'arresto di 9 persone di diverse nazionalità (Togo, Ghana, Nigeria) dedite allo smercio di polvere bianca dopo indagini di mesi e lunghi pedinamenti di soggetti ritenuti inseriti nell'ambiente malavitoso che hanno portato all'identificazione del centro di smistamento dello stupefacente.

 
Un primo risultato dell’attività investigativa ha indicato come le persone dedite all’uso di cocaina frequentassero assiduamente un appartamento in via Carlo Sigonio. In particolare, è emersa subito la figura di A. B. D. K., 44enne togolese togolese residente a Modena, come fornitore di ingenti quantitativi di cocaina nel territorio provinciale.
 
Le indagini hanno consentito di delineare l’esistenza di un collaudato sodalizio criminale dedito allo spaccio di droga in Emilia Romagna, Veneto e Sicilia Specificatamente, il 44enne del Togo si avvaleva della fattiva collaborazione di A. D., 29enne ghanese domiciliato a Modena. Infatti nella perquisizione domiciliare, sono stati rinvenuti oltre 130 grammi di cocaina suddivisa in undici ovuli.
 
Questo sistema di confezionamento ha permesso agli investigatori di ipotizzare l’utilizzo di "corrieri ovulator": pertanto si è allargato lo spettro d’indagine controllando altri soggetti legati alla coppia: il 12 giugno sono stati così arrestati J. E., 51enne nigeriana e la coetanea ghanese M. A., la quale trasportava nello stomaco più di un chilo di cocaina suddivisa in oltre 100 ovuli. Quest'ultima inoltre ha rischiato gravissime conseguenze per la sua salute: solo l’assistenza specializzata del Policlinico di Modena ha consentito alla giovane di salvarsi da una gravissima complicazione cardiaca connessa alla rottura di alcuni ovuli ingeriti e contenenti la droga.
 
Gli elementi indiziari raccolti, supportati dai riscontri operativi, hanno permesso al Pubblico Ministero dott. Enrico Stefani della Procura della Repubblica di Modena di emettere due ordini di fermo d’indiziato di delitto nei confronti dei destinatari nigeriani dello stupefacente, A. I., 30enne domiciliata a Palermo e A. M. I, 29enne convivente.
 
Ancora, il 17 giugno le investigazioni hanno portato all’arresto a Verona dei ghanesi A. N. A., corriere 57enne appena giunto in Italia, e la coppia destinataria dello stupefacente, A. J. B., 42enne residente a Verona e P. A. O., 23enne. Anche in questa occasione è stato recuperato oltre un chilo di cocaina suddiviso in ovuli preingeriti.
 
 

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