Furto del Guercino, arrestato a Modena il ricettatore. Abitava dietro la chiesa

Un marocchino di 34 anni è stato fermato dalla Polizia di Stato su mandato dell'Interpol. E' accusato dal Tribunale di Casablanca di associazione criminale finalizzata alla ricettazione. Viveva da anni con compagna e figli in una casa attigua alla chiesa di San Vincenzo

In tarda mattinata gli agenti della Squadra Mobile hanno individuato e fermato in centro storico il 34enne marocchino Mustapha Tahir. Su di lui pendeva un ordine di cattura internazionale, su mandato del Tribunale di Casablanca che lo ha individuato come il quinto componente della banda che ha rubato, spedito e cercato di piazzare sul mercato nero la tela del Guercino trafugata a Modena nell'agosto 2014.

L'uomo, da anni convivente con una giovane italiana e padre di due bambini, risiede regolarment e in Italia e lavora come operaio in un'importante azienda alle porte di Modena. Ma quello che più fa scalpore è il suo indirizzo di residenza: via Gherarda. Si tratta porprio di uno degli appartamenti addossati alla chiesa di San Vincenzo, il cui portone è attiguo a quello dell'edificio di culto, da cui verosimilmente i ladri avevano fatto uscire l'opera senza essere visti.

L'accusa della magistratura marocchina è chiara: il 34enne è sospettato non solo di aver partecipato al colpo, ma di essere stato colui che ha materialmente spedito la tela del Guercino in Marocco, avvolta in un tappeto. Non si esclude quindi che il suo appartamento possa essere stato il nascondiglio del quadro per le ore o i giorni successivi al furto. Se questa accusa dovesse reggere, il ricettatore rischierebbe nel suo paese natale una condanna a 20 anni di carcere.

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Sulle indagini, svolte dall'autorità nordafricana, vige ancora riserbo e non è chiaro quali saranno le future mosse della magistratura modenese, titolare della stessa inchiesta. Al momento quello che è certo è che Tahir Mustapha si trova nel carcere di Sant'Anna, in attesa delle verifiche e dell'estradizione.

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