Picchia il coinquilino e i poliziotti, poi minaccia di gettarsi dal balcone: Richiedente asilo in manette

E' accaduto ieri pomeriggio in via Zurlini. Arrestato un 26enne in uno degli appartamenti gestiti dalla coop Caleidos: de i poliziotti contusi durante la colluttazione per bloccare lo straniero

Ieri pomeriggio gli agenti della Squadra Volante di Modena hanno dovuto affrontare la furia di un giovane straniero, ospite in città nel programma di accoglienza per i richiedenti asilo. Il ragazzo, un 23enne nigeriano, è infatti stato protagonista di una lite violenta nell'appartamento di via Zurlini che condivide con altri ospiti. Motivo scatenante sarebbe stato un banale disaccordo "domestico" sull'uso della lavatrice, che gli ha fatto perdere le staffe: il giovane si è scagliato contro un 28enne originario del Bangladesh e lo ha colpito con calci e pugni.

All'arrivo della prima pattuglia della Polizia il nigeriano era ancora fuori di sè e se l'è presa anche con gli agenti, minacciando di gettare contro di loro gli oggetti che aveva a portata di mano in casa. Tra questi anche un telefono che i poliziotti sono momentaneamente riusciti a requisire, salvo poi perderlo durante una colluttazione: un oggetto molto ambito dallo straniero, che dopo averlo ripreso lo ha aperto per estrarre la scheda sim, che poi ha ingoiato.

Lo straniero era visibilmente fuori di sè e ha dichiarato di essere pronto a gettarsi dal balcone se i poliziotti fossero intervenuti in qualche modo, soprattutto per la preoccupazione di poter perdere l'alloggio all'interno del progetto di accoglienza. Il 23enne - una persona molto robusta e fisicamente prestante - è corso verso la portafinestra del balcone ed è riuscito in un primo momento a superare i due agenti che gli si erano parati davanti. 

Fortunatamente l'arrivo dei colleghi di una seconda Volante ha consentito di bloccare il richiedente asilo dopo una brusca colluttazione che è costata a due poliziotti anche lievi ferite, poi medicate al Pronto Soccorso. Il nigeriano è quindi stato tratto in arresto per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale e dopo una notte in cella è stato portato in Tribunale per il processo direttissimo.

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