Sanità pubblico-privata, tutti assolti gli imputati del processo Hesperia

Scagionati il dirigente della Regione Baldassarri, Carradori e l'ex assessore Lusenti, che il PM riteneva colpevoli di falso e concussione. Soddisfazione dell'attuale assessore regionale Venturi: “Qui non si fanno favoritismi”

Assolti perchè il fatto non sussiste. Il gup del Tribunale di Bologna Rita Zaccariello fa piazza pulita delle accuse contro la dirigente della Regione Emilia-Romagna Bruna Baldassarri e l'ex dirigente Tiziano Carradori (attuale dirigente dell'Ausl di Ferrara), per cui il pm Morena Plazzi aveva chiesto, rispettivamente, la condanna a due anni e otto mesi per concussione e a tre anni per falso e concussione nel processo Hesperia sulla sanità privata. Accolta, invece, la richiesta di assoluzione per l'ex assessore regionale alla Sanità Carlo Lusenti. 

Bocciata, dunque, la tesi della Procura, secondo cui Lusenti, Carradori e Baldassarri avrebbero favorito, nelle procedure di accreditamento per l'alta specialità, alcune cliniche del gruppo Gvm Care&Research, penalizzando, anche con pressioni e minacce, la clinica modenese Hesperia Hospital. Ovviamente soddisfatto per la decisione il legale di Carradori Alessandro Gamberini, che uscendo dall'aula si dice "meravigliato che la promozione dell'azione penale, che non lascia indenne chi la subisce, avvenga su basi cosi' inconcludenti". Ben venga, aggiunge l'avvocato, "il controllo di legalità nella Pubblica amministrazione, ma non deve essere generico e non puo' svolgersi senza un rigoroso vaglio, che qui non c'è stato".

"Esprimo soddisfazione mia e a nome di tutto il Servizio sanitario regionale. Con la decisione del Giudice vengono confermate l'onestà e la correttezza professionale di Carlo Lusenti, che mi ha preceduto alla guida di questo assessorato, di Tiziano Carradori e di Bruna Baldassarri". L'assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi, commenta cosi' la decisione del Gup di assolvere 'perchè il fatto non sussistè l'ex assessore, l'ex direttore generale della Sanità e delle Politiche sociali e la dirigente dell'assessorato. 

L'inchiesta era partita da una denuncia del gruppo Hesperia sui criteri di accreditamento delle cliniche private nell'alta specialità cardiochirurgica. "Mi preme sottolineare- aggiunge Venturi- che questo è un segnale della cultura della correttezza di chi opera e decide all'interno della Regione Emilia-Romagna ed è la conferma di quanto abbiamo sempre ribadito: il nostro sistema di accreditamento è trasparente e condiviso, governato con accordi chiari e verificabili, sottoscritti da tutte le parti. Un'esperienza di programmazione consolidata, la nostra, in cui la Regione non fa alcun favoritismo, ma definisce esclusivamente le necessità e il budget". 

Venturi aggiunge: "Sappiamo perfettamente che il settore della salute è un settore sensibile, che dobbiamo e vogliamo mantenere sano e trasparente. La nostra azione di ogni giorno, a tutti i livelli, deve essere ossessionata dal rigore e dallo spirito di servizio verso i cittadini. Lo abbiamo fatto e continueremo a farlo con fermezza e coerenza". 

(DIRE)

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