Campi fotovoltaici, il Tribunale assolve CPL dalle accuse di truffa

Cade ogni accusa di truffa ai danni dello Stato per gli ex vertici della cooperativa di Concordia. Il giuduce ha scagionato tutti gli imputati del processo relativo ai campi di pannelli solari realizzati in Puglia da CPL

Questa mattina il Tribunale di Modena ha assolto a pieno tutti gli imputati del processo sulla presunta truffa del fotovoltaico in Puglia, scaturito da un'inchiesta della Procura modenese nel solco delle complesse questioni giudiziarie che hanno travolto la cooperativa CPL Concordia.

Alla sbarra erano finiti Roberto Casari e Maurizio Rinaldi, ai quali si affiancano gli ex responsabili del settore fotovoltaico della cooperativa, Claudio Bonettini e Fabrizio Tondelli, insieme ai legali rappresentanti di 10 società riconducibili a CPL o subentrate in partecipazione e i progettisti delle imprese coinvolte nella realizzazione di campi di pannelli solari in provincia di Bari.

Il sistema messo in luce dagli inquirenti si faceva spazio tra il caos normativo che ha avvolto gli incentivi pubblici sulle energie rinnovabili, su cui la Regione Puglia ha puntato molto, non senza scatenare ricorsi e inchieste. L'accusa puntava a dimostrare il frazionamento truffaldino dei campi di pannelli solari: un grande impianto figurava in realtà come due campi separati, gestiti da due società distinte. In questo modo si creavano più campi in grado di produrre una potenza al di sotto di una soglia di legge (1 megawatt), che consentiva una procedura di istallazione più agevole – con una semplice DIA negli uffici comunali – e un introito maggiore di incentivi pubblici. 

Le posizioni dei procuratori Musti e Nicolini – che avevano stimato in 16 milioni i fondi pubblici acquisiti indebitamente dalla coop a partire dal 2007 – si sono quindi scontrate con un parere opposto dal parte del giudice. Seppure i dettagli della scelta non siano ancora noti, ipotizzabile che le valutazioni abbiano dovuto fare i conti con l'incertezza stessa della normativa di settore. Il risultato è stato un non luogo a procedere.

"Oggi invece si stabilisce che l'energia è stata prodotta legalmente", sorride l'avvocato Roberto Chiossi al fianco del suo assistito Roberto Casari, ex patron di Cpl Concordia, uscendo dall'aula 5 del Tribunale insieme ai vari colleghi, tutti in attesa della restituzione dei beni sequestrati. La soddisfazione è evidente tra i legali, terminata l'udienza: "Una grande sentenza per la quale rendere omaggio alla giustizia", osserva Michele Jasonni dopo la "assoluzione in formula piena" per il suo assistito Bonettini. Anche gli avvocati Cosimo Zaccaria e Marco Pellegrini (difendono il manager Cpl Nicola Morgese e il tecnico Daniele Diacci) ricordano a caldo che "fin dall'inizio avevamo sostenuto l'estraneità alle accuse dei nostri assititi, bene ora che il giudice l'abbia accolta". Commenti simili da parte dell'avvocato di Cpl Carlo Enrico Paliero: "Quella di oggi rappresenta una sentenza che condividiamo integralmente, abbiamo sostenuto queste tesi fin dall'inizio della vicenda. Il processo era molto tecnico e il giudice ha letto attentamente le carte, l'assoluzione è diversificata e dovremmo leggere meglio la sentenza, ma siamo soddisfatti", conclude Paliero.

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