Mobilità, Seta: “Disavanzo previsto, bilancio in pareggio per il 2014”

Il presidente di Seta, Pietro Odorici, risponde alle critiche per le previsioni del bilancio 2012: "Il disavanzo era previsto. Se tutti faranno la propria parte, entro il 2014 raggiungeremo il pareggio"

Pietro Odorici

Dopo le dure critiche ricevute dall’opposizione e le richieste di dimissioni rivolte agli organi amministrativi dell’azienda, il presidente di Seta ha risposto ai suoi detrattori con un duro comunicato, in cui spiega nuovamente le ragioni del deficit di bilancio 2012 e le aspettative per il futuro. “Il Piano industriale integrato 2012-2014, approvato dai soci ed illustrato a più riprese nelle varie sedi istituzionali e sindacali, indica chiaramente come l’obiettivo principale della gestione - ovvero il pareggio di bilancio – possa essere raggiunto al termine di un percorso triennale. Il disavanzo d’esercizio previsto per il 2012, quindi, non è affatto una sorpresa o un imprevisto ma coincide per importo ed entità con le stime fatte all’atto della nascita di Seta Spa.” Il 2014 sarà l’anno del pareggio, sempre se, ma queste varianti sono imponderabili, lo stato non continuerà a tagliare le risorse destinate al trasporto pubblico. Per Odorici insomma le cose stanno andando come dovevano e come previsto dai piani più volte illustrati ai consigli comunali e provinciali delle città in cui opera Seta, ovvero Modena, Reggio e Piacenza. Fuori luogo dunque le critiche sorte da più parti il disavanzo del bilancio 2012.

A sostenere la nuova azienda per la mobilità cittadina intervengono anche Emilio Sabattini e Giorgio Pighi, per i quali non è possibile dare valutazioni affrettate all’operato di Seta, che a soli 7 mesi dalla nascita è un’azienda giovane e rivolta al futuro, con le potenzialità per creare un ampio bacino di riferimento per il trasporto pubblico in Emilia Romagna. Per il sindaco e il presidente della provincia serve tempo, dal momento che “La sfida di costruire un sistema di trasporto pubblico su area vasta è ambiziosa e assolutamente coerente con il disegno di riorganizzazione delle autonomie locali, orientato sempre più verso bacini territoriali ampi. Si è scelto di imboccare questa strada anche per affrontare in maniera più solida le incognite che accompagnano il trasporto pubblico: dai continui tagli ai finanziamenti statali al costo del carburante, elementi che incidono non poco sui bilanci delle aziende”.

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