Occupati i capannoni abbandonati di viale Amendola, bivacchi e droga

Qualcuno ha approfittato ancora del "rifugio sicuro" offerto dagli edifici in disuso tra il viale e via Brunelleschi. Per quell'area si attende la sentenza del Tar nella controversia che oppone il Comune ed Europsin per la costruzione di un nuovo piccolo supermercato

Come spesso accade, in particolare nella stagione estiva, gli edifici vuoti e abbandonati della città si trasformano in rifugi perfetti per senzatetto, stranieri irregolari e più in generale per chi vive ai confini della legalità. E' accaduto in questi giorni anche in viale Amendola, dove qualcuno sta approfittando di due edifici produttivi in disuso e in completo stato di abbandono: si tratta delle strutture ai civici 414, 422 e 422 che fino ad alcuni anni fa ospitavano attività produttive (maglieria) e commerciali (negozio di pesca). L'accesso a queste strutture, una delle quali parzialmente demolita è sulla parallela via Brunelleschi, che affaccia sul parco.

L'immobile più piccolo, in particolare, è sprofondato nel degrado in seguito ad un'occupazione abusiva. Nel cortile esterno vi sono rifiuti di ogni genere, indumenti, biciclette e gli inequivocabili segni del consumo di droga. L'interno dello stabile è altrettanto sporco e pieno dei resti dei pasti degli occupanti e dei loro giacigli. Al momento del nostro sopralluogo era presente (almeno) una persona che stava dormendo su un materasso di fortuna.

Il problema non è nuovo, dal momento che nell'aprile dello scorso anno i Vigili del Fuoco erano intervenuti per un incendio all'interno dei locali, scoprendo appunto tracce di una occupazione. Quegli stessi ambienti anneriti dal fumo sono stati nuovamente "abitati".

L'area in questione si trova attualmente in un "limbo". Il terreno è di proprietà di una società immobiliare (Levante Srl), che due anni or sono aveva avanzato una proposta di riqualificazione approfittando del cosiddetto "Sblocca Modena" voluto dal Comune per sostenere interventi di rifunzionalizzazione di edifici abbandonati o fatiscenti. A farsi avanti era stata Eurospin, che aveva proposta la realizzazione di un supermercato di medio-piccole dimensioni attraverso la demolizione dell'immobile e la costruzione di una nuova struttura.

Il Comune di Modena aveva rigettato la proposta, spiegando che l'impatto urbanistico sarebbe stato insostenibile per "le difficoltà di integrazione con la viabilità esistente, con un aggravio del carico urbanistico e un peggioramento dei livelli di qualità e sostenibilità sull’adiacente contesto urbano prevalentemente residenziale". Nonostante Spesa Intelligente Spa (Europin) abbia presentato una modifica al progetto, lo scorso ottobre l'Amministrazione ha ribadito il suo "no", spiegando che sarebbe stato necessario riaprire l'Avviso Pubblico.

La vicenda è finita davanti al Tar, che dovrà dunque pronunciarsi nel contenzioso fra i privati e il Comune, che nel frattempo potrebbe imporre alla proprietà - come da recenti normative - un intervento di bonifica e sigillatura.

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