"Il Carabiniere e la famiglia", presentato il Calendario Storico dell'Arma 2015

Anche a Modena è stata presentata alla stampa la pubblicazione dell'Arma, che per questo 2015 si incentra sulla corrispondenza tra i Carabinieri e le rispettive famiglie, in un excursus storico

É stato presentato oggi il Calendario Storico dell’Arma 2015. L’edizione di quest’anno, che chiude idealmente il bicentenario dell’Arma, mette al centro dell'attenzione non l'aspetto operativo dell'Arma, ma la famiglia, focalizzandosi sulla vita dei Carabinieri tra le mura domestiche e valorizzando la vita familiare, i suoi valori (e anche i timori, in una professione, specie in determinati contesti storici, che metteva la vita stessa in condizioni di precarietà).

Quest'anno sono state stampate 1 milione e 250 mila copie del Calendario, le cui tavole sono state ideate e realizzate dal Maestro Paolo Di Paolo. L'opera – come da tradizione – non sarà in libera vendita, ma solo a disposizione degli uomini dell'Arma che potranno acquistarla per poi donarla ad altri.

La copertina del calendario è dedicata a “Il Nastro Rosso”, l’opera della studentessa Monica Aruta, vincitrice del premio per la categoria “Pittura” del Concorso Artistico Nazionale indetto per le celebrazioni del Bicentenario. Nelle pagine interne, come si è detto, il tema della famiglia viene presentato in diversi aspetti: dall’Arma stessa intesa come una grande famiglia, alla Caserma come “casa del Carabiniere”, ma anche ai rapporti famigliari in senso, stesso, con struggenti testimonianze storiche rivissute anche grazie alla corrispondenza, magari inviata dal fronte della battaglia di uno dei Conflitti Mondiali, a poche ore dalla morte, alla propria madre o alla moglie.

Così è possibile, a corredo delle foto originali d’epoca o delle ricostruzioni artistiche degli avvenimenti, leggere i racconti delle battaglie di Pastrengo o di Adua “dalla penna” degli ufficiali che le hanno raccontate ai loro cari (col Comandante Alfredo Ameduni che, nel 1896, si disperava per essere sopravvissuto ai suoi uomini che piangeva tutti, indipendentemente dalla provenienza), oppure lo struggente biglietto trovato nella tasca del Carabiniere Orazio Greco, morto a Podgora nel 1915, indirizzato alla madre e trovato al momento di comporne il corpo: “Se dovessi cadere non piangete, mandate gli altri fratelli quassù che ve n’è bisogno per la Patria”.

Tanti anche gli atti di eroismo, da quelli di sacrificio per il prossimo, come quello di Salvo D’Acquisto, che si addossò la colpa di un attentato mai commesso per salvare dei civili dalla punizione delle truppe dell’occupante nazista nel 1943; a quelli di imprese di guerra, come quella del Carabinieri Vittoriano Cimmarusti, che rimasto ferito nel conflitto italo-etiopico e non essendo nelle condizioni di imbracciare il fucile, invece di ritirarsi nella sezione sanità, è rimasto in prima linea lanciando bombe a mano fino a cadere crivellato di colpi.

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