Cancellieri a San Felice: "La mafia è il primo nemico della ricostruzione"

Il ministro è tornato a San Felice sul Panaro in occasione dell'istituzione del Girer, gruppo interforze per il controllo su eventuali infiltrazioni mafiose nei cantieri delle zone devastate dal terremoto

Il ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri, è tornata sul luogo simbolo della tragedia. A San Felice sul Panaro ha incontrato i sindaci dei comuni terremotati, i rappresentanti delle istituzioni e del mondo economico e ha annunciato che "lottare contro il nemico numero uno della ricostruzione è possibile". Il ministro si riferiva alla presentazione, avvenuta a Bologna in mattinata, del Girer, il nuovo gruppo di lavoro contro le infiltrazioni della criminalità organizzata nei cantieri che rimetteranno in piedi le aree devastate dal sisma.

E, sempre sulla lotta antimafia, ha aggiunto: "Non c'è nessuna chiusura, nessun distacco tra governo centrale e amministrazioni locali e cittadini". E, anzi, solo l’unione delle forze potrà fermare un nemico che "non è invincibile". "Si può vincere – ha ribadito la Cancellieri al fianco del presidente della Regione Vasco Errani e del prefetto di Bologna Angelo Tranfaglia – se lo vogliamo fare tutti e io sono convinta che qui lo vogliano fare davvero tutti". Il tutto condito da una notizia che, come si dice, cade a pennello: la cattura del superlatitante Francesco Matrone per cui la Cancellieri si definisce "soddisfatta e orgogliosa". Con annessi complimenti al comandante dell'Arma

IL GIRER - L’azione investigativa del gruppo interforze, guidato da Cono Incognito, si concentrerà per evitare le possibili infiltrazioni della criminalità organizzata nella ricostruzione degli immobili e in tutte quelle che lo stesso Tranfaglia ha definito "attività vulnerabili". Si occuperà della vigilanza sul trasporto dei materiali e sullo smaltimento dei rifiuti, ma anche sui subappalti e sui passaggi di proprietà.

Per il presidente della Regione e commissario straordinario per la Ricostruzione Vasco Errani con la creazione del Girer si compie un "altro passo di una scelta politica, di governo" netta e decisa, basata su "un punto irrinunciabile: la ricostruzione post terremoto “non può essere l'occasione per radicamento della criminalità organizzata nella nostra regione". Errani ha sottolineato come il rischio di infiltrazioni sia "molto preoccupante e reale", perché le grosse somme per fare fronte alla ripartenza post-sisma "rappresentano per la criminalità organizzata un punto di grande attenzione".

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Commenti (1)

  • Ne riparleremo tra 1-2 anni... Intanto mi auguro sinceramente che i lavori inizino subito! L'infiltrazione c'è e ci sarà sempre, queste sono le solite smancerie propagandistiche come quelle del galantuomo (che risiede al Quirinale) sempre pronto a condannare e piangere lacrime di coccodrillo per le morti sul lavoro e poi... più niente.

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