Sanità, caso Andreoli: l'Usl agirà contro la nipote del defunto

Carpi: in seguito alla morte di Mario Andreoli, il consigliere comunale PdL di Novi Tania Andreoli, nipote del defunto, ha lanciato pesanti accuse alla struttura carpigiana che oggi, 'a mente lucida' ha deciso di rispondere

Il personale del Ramazzini sotto attacco

Era la sera tra il 15 e il 16 agosto scorsi, quando Mario Andreoli, affetto da una grave patologia in stato avanzato, venne ricoverato d'urgenza all'ospedale Ramazzini di Carpi dove morì poco più tardi. La nipote del defunto, Tania Andreoli, Consigliere comunale del PdL a Novi, pochi giorni dopo mosse pesantissime accuse alla struttura carpigiana: dai tempi d'attesa troppo lunghi, alla inadeguatezza dei mezzi di soccorso, fino ad affermare che "l’ospedale carpigiano è un lager in cui si pratica l’omicidio legalizzato".

Passato qualche giorno dalla bufera, l'ospedale Ramazzini ha deciso di rendere note le motivazioni per le quali le accuse della Andreoli sono inammissibili in alcuni e false in altri. "Risulta infondata l’accusa secondo la quale il paziente sarebbe stato sedato e allettato - risponde l'azienda Usl a Tania Andreoli -. Su questo secondo aspetto va ulteriormente chiarito che la permanenza a letto – mai forzata o indotta con sedativi – è correlata strettamente alle condizioni cliniche del paziente e che, al contrario di quanto sostenuto dalla signora Tania Andreoli, tutti gli sforzi del personale sono tesi a ridurre l'allettamento e quindi le complicanze connesse".
 
"Per quanto concerne la fase operativa dei soccorsi nella notte tra il 15 e il 16 agosto - continua la nota -, le indagini effettuate documentano come il paziente sia stato soccorso con tempestività e professionalità sia dal personale del 118 che dagli operatori del Pronto Soccorso dell'Ospedale di Carpi. L’infermiere specializzato nella gestione delle chiamate ha codificato l’intervento come codice giallo e ha fatto subito scattare la macchina organizzativa dei soccorsi. Dopo 17 minuti l’ambulanza era sul posto e i sanitari hanno iniziato a trattare il paziente. Non si sono evidenziati né ritardi, né problemi organizzativi dovuti a mancanza di mezzi, strumenti o risorse umane".
 
"Va precisato che è destituita di ogni fondamento l’affermazione della signora Tania Andreoli - conclude - che sostiene che il mezzo non disponesse di un defibrillatore a bordo. Ugualmente errata è l’informazione secondo la quale nei comuni che fanno parte delle Terre D’Argine – Carpi, Soliera, Campogalliano e Novi – sia presente, negli orari notturni una sola ambulanza. Va chiarito che Campogalliano fa capo alla centrale operativa del 118 di Modena, per gli altri comuni, i mezzi di soccorso sono tre, uno istituzionale, presso il Ramazzini di Carpi, gli altri gestiti in stretta collaborazione con il mondo del volontariato".

Le accuse sono state analizzate nel dettaglio e ritenute assolutamente "lesive della professionalità di operatori che ogni giorno si dedicano con abnegazione alla cura dei pazienti"; per questo l'Azienda si riserva di valutare con i propri legali le affermazioni della signora Tania Andreoli per le azioni che si riterranno utili a difendere l’onorabilità dell’azienda e dei suoi professionisti soprattutto in relazione alle affermazioni che accusano addirittura di ipotesi di reato.

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