Carpi, approvato il progetto della nuova Piscina: costerà 11 milioni di euro

Oltre 4500 metri quadrati, tre vasche e pannelli fotovoltaici sul tetto. Ma Pdl e Lega Nord protestano: "Soldi buttati, c'è già la Campedelli"

E' stato approvato in Consiglio comunale giovedì scorso il progetto definitivo di ampliamento della piscina ‘Campedelli’ di Carpi. L’assessore ai Lavori Carmelo Alberto D’Addese ha delineato le principali caratteristiche dell’impianto, per realizzare il quale si dovrà indire un bando di gara che prevede costruzione e gestione dell’impianto. La nuova piscina dovrebbe sorgere a sud dell’attuale, ormai considerata obsoleta, dopo quasi quarant’anni di esercizio, ma che durante l’apertura dell’adiacente cantiere resterà ‘in servizio’ per permettere ai cittadini di non restare senza piscina.

L’INPIANTO - Sarà dotata di tre vasche la nuova piscina: una da 25 metri a otto corsie per le attività agonistiche, con una tribuna da 400 posti; un’altra da 25 metri a quattro corsie e una da 18 metri multifunzionale, per bambini, anziani e disabili. La piscina avrà un’area commerciale e una dedicata al ristoro e, ovviamente, prevederà altri spazi per magazzini, spogliatoi, ambulatori. Dovranno essere risistemati anche i parcheggi esterni. L’area esterna vedrà poi la ristrutturazione della piscina olimpionica già esistente sia nei rivestimenti che nell’impiantistica e la creazione di una piccola vasca 8 per 11 metri per i bambini e il relax. Il tetto della zona vasche sarà in legno e quello del nuovo impianto prevede la posa di oltre 200 pannelli fotovoltaici, che produrranno 27 chilowatt di potenza.

IL COSTO - Sedici le telecamere da installare in nome della sicurezza e la vigilanza interna ed esterna. Il progetto è stato ovviamente approvato da Arpa, AUsl, Coni e Vigili del fuoco. Il costo previsto per la nuova piscina è di 11 milioni di euro. La concessione sarà di durata massima di 30 anni. Il contributo a carico delle casse comunali è pari invece al 68% circa della spesa. Il parco esterno verrà ampliato e diventerà di ben 47 mila metri quadrati di superficie, mentre la nuova piscina avrà una superficie coperta di 4500 metri quadrati. Al gestore verrà data la possibilità di decidere le tariffe, così come di svolgere attività commerciali. I controlli del Comune (su tariffe, manutenzioni, piani annuali di gestione) saranno svolti tramite una Commissione della quale faranno parte i gestori e con la nomina di un dipendente dell’ente locale a Responsabile della concessione. Tra gli elementi a base di gara ci sono ovviamente oltre al contributo comunale per i costi di costruzione (che si diluirà in 15 anni) quello  per la gestione, di 100 mila euro l’anno, mentre i gestori dovranno garantire un minimo di 90 mila euro di manutenzioni ‘straordinarie’ annue.

RISPARMIO - Rispetto alla piscina esistente D’Addese ha ricordato come si stia valutando se abbatterla o riutilizzarla; che ad Albatros, società che gestisce ora la ‘Campedelli’, vengono riconosciuti dal Comune 361 mila euro l’anno oltre alla manutenzione straordinaria e che sono state molte le manifestazioni d’interesse giunte in merito a questo progetto. Quindi la nuova piscina, se dovesse essere abbattuta la vecchia, porterebbe il Comune di Carpi a risparmiare quasi 200 mila euro di contributo per la gestione ogni anno.

POLEMICHE – Non tutti però, a Carpi, sono così certi che questo impianto sarà quello definitivo. Cristian Rostovi (PdL) spiega infatti che “dal 2001 vengono presentati progetti di nuovi impianti natatori e stavolta speriamo che non si tratti solamente di belle parole e che le manifestazioni d’interesse significhino offerte che possano anche abbassare costi e tempi di realizzazione”. Argio Alboresi, capogruppo della Lega nord, ha invece respinto il progetto a causa di un particolare: “Ai due bordi della piscina interna si erge un muretto rettangolare che noi riteniamo pericoloso: ci è stato risposto che tutto è a norma. Ma noi i dubbi li abbiamo ugualmente. Facciamo notare inoltre che esiste in città un complesso natatorio vecchio sì, ma funzionante, e quindi riteniamo che questi denari potrebbero essere spesi diversamente”.

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