Carta di credito clonata e spese pazze sul web, una denuncia

Un pluripregiudicato 52enne napoletano è stato raggiunto dall'ennesima denuncia della propria “carriera”, dopo aver speso in due giorni 1.800 euro in acquisti online, utilizzando i dati di un malcapitato spilambertese

Non sempre la strada più conveniente è anche la più sicura, specialmente se parliamo di denaro e nuove tecnologie. Lo ha scoperto a proprie spese un uomo di 50 anni residente a Spilamberto, che si è visto clonare la carta di credito, che è poi stata usata per una serie di esosi acquisti online. Tutto è nato a metà maggio scorso dalla scelta del 50enne di acquistare un biglietto ferroviario attraverso un contatto tra privati, trovando l'annuncio su una delle tante pagine web in cui vengono messi in vendita dai viaggiatori tagliandi inutilizzati a prezzi scontati.

La vittima ha effettuato un pagamento attraverso la sua carta a beneficio del venditore – per un biglietto per altro fasullo – inviando poi una foto dell'operazione eseguita a garanzia. Un gesto incauto, che ha permesso al malintenzionato all'altro capo della Rete di appropriarsi dei dati sensibili della carta di credito.

Nei due giorni successivi il truffatore, un 52enne napoletano, si è dato allo shopping sfrenato: vestiti, aspirapolvere, televisore, gadget tecnologici, biglietti ferroviari, ricariche telefoniche e altro, tutto acquistato online. In 48 ore il contro dello spilambertese si è alleggerito di 1.800 euro, costringendo la vittima a denunciare tutto ai Carabinieri della Stazione del paese.

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I militari – che a Spilamberto si stanno dimostrando particolarmente efficienti nell'affrontare questo genere di reati informatici – sono risaliti all'identità dell'autore degli acquisti, incrociando indirizzo IP e altri elementi disseminati nel web. Nei giorni scorsi il napoletano, con alle spalle una lunga lista di precedenti analoghi, è stato denunciato a piede libero per utilizzo fraudolento di carte di credito. Questo episodio rappresenta sicuramente un monito ulteriore alla segretezza dei propri dati sensibili, che, a volte per ingenuità e a volte per negligenza, possono facilmente finire in mani sbagliate.

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