Falce e Carrello, la Cassazione riapre il caso Coop-Caprotti

Accolto il ricorso di Coop Estense per la vicenda giuridica che vedeva il colosso della grande distribuzione organizzata chiedere danni al fondatore di Esselunga per la pubblicazione di un libro ritenuti denigratorio

La Corte di Cassazione ha pubblicato in data odierna tre decisioni relative al contenzioso su Falce e Carrello – il libro del patron di Esselunga Bernardo Carpotti, scomparso di recente – promosso da Coop Adriatica, Coop Estense e da Coop Italia. Due delle sentenze hanno respinto i ricorsi, con la conseguenza che sono diventate definitive, le pronunce della Corte d'Appello di Milano che hanno cosi' respinto le domande di Coop Adriatica e di Coop Italia. Ne dà notizia in un comunicato stampa la stessa Esselunga. 

La terza sentenza, aggiunge la nota, ha invece ritenuto meritevole di ulteriore approfondimento ad opera della Corte d'Appello di Milano la controversia tra Coop Estense e il presidente Mario Zucchelli da un lato ed Esselunga e Bernardo Caprotti dall'altro. In gioco ci sono le coclusioni cui era giunta in secondo grado di giudizio la Corte d'appello di Milano che ha affermato la sussistenza del diritto di critica a favore di Bernardo Caprotti ed Esselunga e ha escluso la concorrenza sleale da parte degli stessi. La Cassazione ha affermato che "se la disciplina della concorrenza sleale ha come obiettivo quello di contribuire alla realizzazione di un effettivo mercato concorrenziale, nel quale il consumatore possa muoversi in modo consapevole e informato, è chiaro che le informazioni veritiere non possono considerarsi illecite". 

Ora resta però aperta la questione circa l'atteggiamento denigratorio meno del libro, pubblicato nel 2007. Un tema delicato che si dovrà basare, secondo quanto indicato dalla suprema corte, sulla valutazione del contenuto e delle definizioni contenute nel libro di Caprotti, per valutare appunto forme discriminatorie verso Zucchelli. Un difficle equilibrio tra "informazione" e "narrativa" che non sarà certo facile da affrontare. In ogni caso, del nuovo processo a Caprotti, scomparso lo scorso 30 settembre, dovranno ovviamente rispondere gli eredi.

(fonte DIRE)

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