Castelfranco, camionista ucciso: "rapina anomala" causa del delitto

L'ipotesi più accreditata è quella di un'aggressione effettuata da un gruppo di persone per rapina: alla vittima sono stati sottratti portafogli, contanti e documenti, mentre il carico di frutta dal valore di seimila euro non è stato toccato

Michele Langella, il camionista napoletano di 38 anni ucciso nella notte tra mercoledì e ieri in un'area di sosta sull'A1 a Castelfranco Emilia, è stato raggiunto da due colpi, uno al petto e uno al fianco, sparati con un fucile o una pistola a pallini. Alcuni di questi lo hanno ferito anche al braccio, segno che l'uomo ha cercato di difendersi all'interno della cabina dove stava dormendo su una brandina. Questo risulta dalle indagini della squadra Mobile di Modena coordinate dal sostituto procuratore Maria Angela Sighicelli.

L'agguato mortale - con ogni probabilità da parte di rapinatori - è stato compiuto quasi sicuramente dopo le due. Lo strumento che registra i tempi di viaggio indica infatti quell'ora come quella di arresto nell'area di sosta del mezzo pesante. Risulta che Langella utlizzasse spesso per riposarsi piccole aree d'emergenza a bordo carreggiata, come quella teatro dell'omicidio, ed era stato identificato in passato da forze dell'ordine che compivano controlli sull'Autostrada. L'ipotesi degli inquirenti è che più persone abbiano compiuto l'aggressione, probabilmente per rapina. Per entrare nell'abitacolo è stato sfondato il finestrino della portiera. A Langella è stato sottratto il portafogli con soldi e documenti, mentre il carico di frutta del valore di seimila euro non è stato toccato.

Si tratterebbe di una "rapina anomala" secondo gli inquirenti: l'autotrasportatore, sposato e padre di tre figli, era incensurato così come l'azienda di Nola per cui lavorava risulta al di sopra di ogni sospetto. In ogni caso, il weekend rinvierà alla prossima settimana la definizione di un aspetto fondamentale come la nomina del perito per la balistica da parte del magistrato, mentre fra qualche giorno verrà disposta l'autopsia della salma, anche se, su quest'ultimo punto, ci sono ben pochi dubbi. In mattinata, i famigliari di Langella si sono recati in Questura a Modena: visibilmente provati dalla perdita, non hanno voluto rilasciare dichiarazioni agli organi di informazione.

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